Quando c’è un dente di troppo…

Nella fase della crescita è normale avere alcuni denti storti, ma che accade se nella stessa sede ne spuntano due? È il caso del dens in dente, patologia piuttosto rara e che quindi necessita di un trattamento adeguato, come sa già Fabio, che si è rivolto agli Specialisti del Sorriso (specialistidelsorriso.it) con il seguente quesito:…

Quando l’apparecchio ortodontico causa dolore

Le forze ortodontiche causate da un trattamento che preveda l’utilizzo di un apparecchio ortodontico fisso non sono da ignorare, soprattutto quando condizionano la nostra vita quotidiana, anche nei gesti più semplici, ad esempio masticando cibo o lavandosi i denti. Come nel caso di Elisabetta, che si è rivolta agli Specialisti del Sorriso (specialistidelsorriso.it) con questa…

“Il mio paradenti miracoloso” che migliora le prestazioni sportive

A rilasciare un commento così entusiastico sullo strumento che protegge il sorriso degli sportivi di tutto il mondo non è un ortodontista che tenta di essere convincente con un paziente, bensì una vera istituzione nel mondo del calcio: Cristiano Ronaldo. Il numero nove delle merengues afferma infatti che non può più farne a meno, spiegando che “ogni volta che l’ho usato ho sempre fatto bene.”
Anche il calciatore del Real Madrid deve aver constatato che il paradenti, oltre a proteggere denti e bocca da urti e cadute, contribuisce ad aumentare la pressione nelle articolazioni, migliorando così agilità, forza e velocità, poiché porta i muscoli della mandibola a contrarsi. Inoltre svolge una funzione preventiva, in quanto migliorando la postura dell’atleta contribuisce ad evitare fratture da stress o semplici ma fastidiosi strappi muscolari, mantenendo il corpo in forma.

Cade il dente da latte… e poi?

Stiamo affrontando in questi ultimi interventi il tema delle agenesie, dal greco A= privo e genesis=nascita, cioè la mancanza del dente permanente dalla nascita. Può infatti accadere che alla perdita di un dente deciduo non segua l’eruzione del dente permanente. A volte però il processo di sostituzione dei denti non avviene in maniera semplice e…

Più delle pillole, cura una buona risata!

Questa è in sintesi la filosofia della gelotologia, disciplina che utilizza la risata, il pensiero positivo e il buonumore come terapia curativa.
I medici clown, ispirati da Hunter ‘Patch’ Adams, ne sono la dimostrazione più lampante. Ed infatti il ricovero ospedaliero di bambini affetti da patologie anche serie risulta più efficace  con questo aiuto, perché a volte riduce i tempi di permanenza presso la struttura,  dato che chi è malato non ha bisogno solamente di pillole per guarire.
Molti malati entrano in un circolo fatto di sofferenza, tristezza  e paura che peggiora il loro stato complessivo. Per stare bene il malato dovrebbe invece sforzarsi di collaborare   e di ricercare occasioni di benessere,anche attraverso l’esercizio della risata che, anche se non spontanea “inganna” l’organismo, che nonostante il male comincia a produrre ormoni della felicità.
La risata infatti scuote tutto il corpo come una scossa elettrica, avvicina le persone, aiuta la comunicazione e il dialogo. La risata attenua gli ormoni prodotti dallo stress negativo e stimola le difese immunitarie. Ma com’è possibile rieducare il fisico al sorriso?
Un vero ‘mago’ della risata è il medico indiano Madan Kataria che ha Londra ha fondato l’International Laughter Club,  che basa il suo lavoro sulla ‘risata di gruppo’.  Il club della risata è un luogo dove si svolgono vere e proprie sessioni di risate. Le risate unite alle  tecniche di respirazione yogica tipiche dello Yoga PRANAYAMA, stimolano la creazione di endorfine e innescano benefici a cascata sia dal punto di vista fisico che emotivo, spirituale e mentale. I benefici della risata ‘provocata’ risulterebbero gli stessi della risata spontanea, e ciò rende possibile “allenarsi” al sorriso, per poi recuperarlo nella vita quotidiana.

Lo Scardovia Wiggsiae, l’agenesia e l’igiene orale dei bambini

I ricercatori del Forsyth Institute di Cambridge (Mariland, Usa) hanno fatto una scoperta significativa sulla natura delle carie precoci infantili, che interessano i bambini entro i primi 6 anni di vita.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Microbiology, ha evidenziato come sia il battere Scardovia Wiggsiae a favorire il processo carioso nei bambini prima dei 6 anni. Lo studio ha valutato la composizione batterica di 40 bambini senza carie di 40 bambini con carie precoce ed ha individuato nello Scardovia Wiggsiae l’agente patogeno carioso.

Sorridi, che ti fa bene!

Sappiamo che sorridere migliora la giornata, e ne abbiamo le prove in tutte le occasioni in cui una risata a cuor leggero ci mette di buon umore. Tenere per molto tempo il broncio impegnerebbe una quantità maggiore di muscoli rispetto a quelli che formano un sorriso, anche se sembra poco importante. È in aumento tra le persone il pessimismo, ma soprattutto l’incapacità di sorridere e di vivere con autoironia: mediamente, infatti, si ride non più di 15 minuti al giorno.
L’ottimismo aiuta il corpo e la mente a stare bene, come dimostrato da molti studi scientifici, che evidenziano una stretta relazione tra gli eventi della vita, uno stato psicofisico depresso e triste, e la facilità ad ammalarsi.
Nel recente studio pubblicato da Biological Psychology, il dott. Gonzalez ed i suoi colleghi mettono in rapporto i tratti della personalità e la tipologia delle risposte immunitarie, soprattutto quelle che si collegano ai linfociti T, coinvolti nel combattimenti dei più comuni virus.
Tuttavia, non serve essere ammalati per capire quanto bene fa ridere: dopo una risata aumenta l’ossigenazione del sangue, si velocizza il ricambio dell’aria nei polmoni, si producono più anticorpi, si migliora il tono muscolare addominale ed il sistema immunitario. Anche la mente ne beneficia, dato che una risata dissipa lo stress e migliora la propria autostima.

Bruxismo, cosa fare?

Abbiamo già affrontato il tema del bruxismo in adulti e bambini. Una buona occasione per tornare sull’argomento la offre la domanda di un visitatore del sito specialistidelsorriso.it, che ci sottopone un caso clinico pratico. “Ho problemi di bruxismo molto accentuati ed ora mi ritrovo con una dentatura molto consumata, perfino nella zona dei denti superiori.…

Sonni tranquilli con l’apparecchio ortodontico!

Le apnee notturne sono un disturbo riconducibile a diversi fattori come l’età (dai 40 anni in su colpisce circa il 60% degli uomini ed il 40% delle donne) e ad altre patologie, di tipo cardiovascolare o legate al sovrappeso o all’obesità.
Questo fenomeno, causato dall’eccessivo rilassamento dei tessuti che avviene in fase di sonno, può bloccare temporaneamente le vie respiratorie. Concorrono all’ostruzione anche altri fattori quali tonsille ingrossate, depositi di grasso a livello faringeo o la posizione del corpo, a pancia in su.
L’apnea notturna causa una diminuzione del livello di ossigenazione del corpo per un periodo di tempo che va dai 10 secondi ai 2 minuti e che, se frequente, può portare a gravi conseguenze come infarti, angina, trombosi, ipertensione.

Gli italiani trascurano la propria igiene orale secondo Altroconsumo

Questo mese è stata pubblicata una ricerca di Altroconsumo, realizzata su un campione di 2.000 persone, i cui risultati allarmano gli addetti ai lavori nel mondo dell’odontoiatria.
Un questionario ad hoc ha messo in evidenza, ricorrendo a domande mirate, come esista un 28% di italiani che trascura l’igiene orale, non presta attenzione allo spazzolino, assume abitualmente caramelle e dolciumi e beve caffè zuccherato, non conosce l’importanza di una valutazione ortodontica.
La ricerca di Altroconsumo ha evidenziato anche il fatto che quasi un terzo degli italiani ricorre alla visita dal dentista solo quando ha un problema, e non cura quindi l’aspetto della prevenzione. Pare che il 38% degli intervistati affermi che sono i costi delle cure a far diradare gli appuntamenti annuali sulla sedia dello specialista.