Efficacia degli apparecchi di contenzione

Scrivo per chiedervi un parere. Premetto che ho portato un apparecchio fisso per circa 2 anni ad entrambe le arcate.
Attualmente da circa 7 anni ho un filo d’acciaio fisso nella parte interna dell’arcata inferiore (solo relativamente alla porzione inferiore) e un apparecchio mobile per l’arcata superiore che inizialmente portavo tutte le notti e che negli ultimi anni sto mettendo a notti alterne o a volte anche solo una o due volte a settimana.

Nell’ultimo mese mi è capitato di non mettere l’apparecchio mobile per 3 settimane e in seguito a ciò ho riscontrato un lieve movimento di uno degli incisivi durante la masticazione o alcune volte quando la lingua inavvertitamente va a toccare la porzione del dente più vicina al palato. E’ un solo un lieve movimento, come un piccolo scatto, non visibile e che non sempre avverto quando mi accade che la lingua vada involontariamente a sbattere contro il dente. Mi chiedo se sia normale nel mio caso e da cosa possa dipendere. 

> Risponde lo Specialista Asio:

Al termine della terapia ortodontica si deve effettuare una fase di mantenimento, attuata mediante apparecchiature di contenzione, che ha lo scopo di stabilizzare il risultato ottenuto, tenendo conto che i denti, anche nei soggetti che non si sono sottoposti a terapie ortodontiche, si muovono per tutto l’arco della vita.

Apparecchio ortotontico e dolore

Mia figlia 14 anni ha applicato da circa 6 mesi l’apparecchio ortodontico, per ora solo nell’arcata superiore. Da circa 2 mesi accusa un dolore a destra che si irradia alla tempia ed a volte a tutta la parte destra del viso arrivando sino al collo. Il medico che l’ha in cura ad oggi non mi ha dato spiegazione della possibile causa. Come posso risolvere?

Risponde lo Specialista Asio:

E’ molto difficile poter valutare l’origine dei dolori che affliggono la ragazza senza poter effettuare un’accurata visita che permetta di analizzare tutte le componenti dell’apparecchiatura e lo stato dei tessuti.

Quali problemi con l’espansore palatale?

Silvia pone luna domanda relativa all’uso dell’espansore palatale:
“Il dentista che abbiamo consultato ci ha detto che l’espansione del palato può provocare emicranie e problemi alla vista. E’ vero? In quali casi? Con che frequenza si ha questo effetto collaterale? E’ temporaneo o permanente?”

L’espansione rapida del palato è un intervento di ortopedia dento-maxillo-facciale e viene utilizzata nelle patologie che presentano deficit trasversale dell’arcata superiore, ovvero nelle situazioni in cui la dimensione del mascellare superiore risulta proporzionalmente ridotta rispetto a quella della mandibola.

Vertigini, perdita di equilibrio, ronzii… la malocclusione può essere causa?

È da circa un anno e mezzo che soffro di problemi che inizialmente mi facevano pensare altro e poi dopo vari consulti medici forse sono arrivato a capirne l’origine. Tutto e cominciato un anno e mezzo fa, facevo molto sport palestra, corsa, piscina ed una mattina mentre stavo correndo mi sono sentito malissimo: avevo delle vertigini terribili. Da quel giorno mi hanno sempre accompagnato fino ad adesso presentandosi più lievi o molto più pesanti. Ho fatto determinate visite come quella oculistica o neurologica ed era tutto nella norma, finchè ho cominciato ad associare i vari sintomi e a identificarli ad uno a uno. Vertigini, ronzii alle orecchie o orecchie tappate dolori alla schiena contratture muscolari alla schiena dalle origini sconosciute, vista sfocata perdita dell’equilibrio e sensazione di sbandamento.
L’unico medico che mi ha diagnosticato la malocclusione è stato l’otorino che mi disse che le vertigini erano causate dalla stessa e dall’ATM e che tutti gli altri sintomi erano tutti collegati fra loro. Il dentista invece mi disse il contrario che le vertigini non erano causate dalla mia malocclusione e che i sintomi dei malocclusi non sono così gravi. Fra qualche giorno dovrò sottopormi ad un intervento per l’estrazione dei denti del giudizio da un chirurgo maxillo facciale e poi spero di cominciare la riabilitazione della mandibola.

Vorrei farvi una domanda? La malocclusione può essere la causa di tutti questi sintomi? Bilanciando la mandibola si possono attenuare o eliminare?

Ritengo impossibile una diagnosi a distanza e senza un’accurata visita, per una patologia così importante che, in moltissimi casi, risulta alla fine essere multifattoriale, ovvero dovuta ad una concomitanza di cause che singolarmente non sono in grado di evidenziare la malattia, ma che in presenza di un evento scatenante, portano ad una situazione altamente debilitante.

Se l’apparecchio disgiuntore non è tollerato…

Sono la mamma di una ragazzina di 12 anni che ha appena messo l’apparecchio disgiuntore e contemporaneamente le “stelline” su tutti i denti; purtroppo, nonostante la sua buona volontà, non riesce ad abituarcisi, ha dei seri problemi a deglutire e non riesce quasi a mangiare nulla, se non succhi di frutta e latte.
Non nego la mia preoccupazione in quanto è già gracile di costituzione e il non riuscire ad ingoiare cibi solidi non le giova.
Mi può dare qualche consiglio in merito, in base alle esperienze che sicuramente avrà avuto con altri ragazzini con lo stesso apparecchio?

In alcuni casi, dato per scontato che l’apparecchio sia stato posizionato correttamente e che nulla crei impedimento funzionale, i pazienti potrebbero avere delle difficoltà nella deglutizione, più per un blocco psicologico che per una reale impossibilità alla stessa.

Piercing e apparecchiatura ortodontica

Si può mettere un piercing linguale nel caso di trattamenti ortodontici in corso? E’ la domanda che pone Agnese…

Vorrei fare un piercing alla lingua, in passato ho portato l’apparecchio ortodontico sia sopra che sotto per un morso aperto che ora ha recidivato a causa di un problema di deglutizione che non è stato ancora completamente risolto (nemmeno con la logopedia). Infatti ho dovuto riportare di nuovo l’apparecchio. Il trattamento sui senti superiori è finito, infatti devo indossare un bite di notte, mentre sui denti di sotto porto ancora ‘apparecchio per restringere un genesia dell’incisivo destro (non potendo fare l’impianto).
Tra circa un mese o due il trattamento sarà finito, ora la domanda che mi prende farvi è: potrei farmi un piercing alla lingua? Oppure c’è il rischio che i miei denti si “aprano di nuovo”? Questo rischio può essere evitato mettendo una barretta molto corta (diciamo aderente alla lingua) sul piercing?

Un piercing, se non entra in contatto con le apparecchiature ortodontiche, non crea diretti problemi al normale svolgimento della terapia.

Espansore palatale in età adulta

Valentina ha messo l’espansore palatale e chiede…

“Salve a tutti mi chiamo valentina e ho 18 anni, giovedi 23 ottobre ho messo l’espansore palatale e il giorno dopo ho iniziato le attivazioni, faccio 3 attivazioni al giorno per 5 giorni. Ho sentito che si dovrebbero spostare notevolmente gli incisivi, dopo quanto tempo inizia questo processo? Perchè so anche che alla mia età si è un po’ ai limiti per l’espansore…

La fattibilità di un’espansione del palato deve essere supportata da esami radiologici (rx del polso) che permettono la valutazione dell’età scheletrica che, in molti casi, non corrisponde a quella anagrafica: si possono evidenziare casi nei quali l’espansione può essere sconsigliata, ad esempio, in femmine di solo 12 anni perché hanno già raggiunto la fine della crescita.

Apparecchio ortodontico: e se non risolve i problemi di malocclusione?

Alessio chiede lumi allo Specialista in Ortodonzia in tema di apparecchio ortodontico.

Ho notato che sempre più adulti ricorrono all’apparecchio ortodontico, ma chi come me l’ha portato in adolescenza e successivamente anche a 25-27 anni e non ha ancora risolto il problema dell’occlusione, quali speranze può avere?

Dando per scontato che le precedenti terapie siano state effettuate con coscienza e competenza da operatori qualificati si deve tenere conto che
la terapia ortodontica in età precoce può risentire di alterazioni legate a fattori di varia natura quali abitudini viziate, patologie d’interesse foniatrico ed eventi traumatici che possono interferire con i normali pattern di crescita.

Bambini: adenoidi e morso aperto

Nadia rivolge un quesito relativo alla patologia del “morso aperto” agli Specialisti in Ortodonzia:

“Ho un figlio di 4 anni e mezzo. Ha morso aperto. E ha anche le adenoidi. Il Pediatra dice che basta smettere di usare ciuccio (lo usa solamente per addormentarsi di notte).
L’odontoiatra dice che ha problemi dei adenoidi e che per correggere dobbiamo aspettare 5 anni compiuti. Quale è la verità?”

Gentile Nadia

Il morso aperto è una patologia che può avere varia origine. Sicuramente un problema respiratorio con presenza di ingrossamento delle adenoidi può causarlo, come abitudini viziate quali il succhiamento del dito e l’uso prolungato del succhiotto o del biberon oltre il periodo fisiologico di utilizzo.

Anche la permanenza della deglutizione infantile con interposizione della lingua tra le arcate può essere causa della presenza del morso aperto.

Quali apparecchi si usano per il trattamento della apnea notturna?

L’apnea notturna vede come causa principale l’ostruzione delle vie aeree superiori, che si può verificare a livello del palato molle, delle tonsille, della lingua e dell’epiglottide.
Il trattamento ortodontico della apnea notturna deve essere sempre preceduto da una valutazione clinica e strumentale con polisonnografia da parte del medico del sonno ed ha come scopo quello di ridurre l’ostruzione, soprattutto a livello della base della lingua e dell’epiglottide.
La riduzione delle apnee notturne si ottiene con dispositivi rimovibili che avanzano la mandibola nelle ore notturne, perché la posizione della mandibola è fortemente correlata alla pervietà delle vie aeree.