Deglutizione scorretta, un problema non solo nei bambini

La deglutizione è la funzione grazie alla quale i liquidi e solidi passano dalla bocca allo stomaco. Si compie attraverso una sequenza di fasi che comprende l’ingerimento, il transito attraverso la faringe e il passaggio dall’esofago allo stomaco.

Molti muscoli sono coinvolti nella deglutizione e svolgono il proprio lavoro per molto tempo nell’arco della giornata: si deve tenere in considerazione che oltre a cibi e bevande dobbiamo deglutire anche saliva che produciamo.
Ogni giorno l’atto della deglutizione viene ripetuto dalle 1.600 alle 2.000 volte.

Tutto sulle ATM

Abbiamo imparato negli anni a riconoscere questa sigla come l’abbreviazione di “Articolazione Temporo-Mandibolare”, una patologia che si verifica quando ci sono alterazioni dell’occlusione che mettono in gioco muscoli e/o parafunzioni della bocca (tipo digrignare i denti o serrare la mandibola).
Questo disturbo, che può essere diagnosticato da uno specialista in ortodonzia, si riconosce da sintomi piuttosto chiari che vengono descritti nel post Dolore alla mandibola, quali le cause? e si può associare anche a click e scrosci articolari così come vengono descritti nel caso pratico di un paziente nel post Quando malocclusione dentale vuol dire asimmetrie, clic e scrosci articolari. I problemi alle articolazioni temporo-mandibolari non sono da sottovalutare, perché possono insorgere nel tempo a volte con disturbi lievi e transitori ed a volte con dolore o blocco improvviso alla mandibola che richiedo l’intervento del professionista.

Mi ha detto un anno e invece…

Una tipica affermazione o lamento dei pazienti in cura con un apparecchio ortodontico è legata al mancato rispetto da parte dell’ortodontista dei tempi di trattamento.
Escludendo situazioni particolari, solitamente la stima dei tempi si basa su medie, ma diventa difficile per qualsiasi specialista in ortodonzia riuscire a predeterminare la risposta biologica individuale del paziente alle sollecitazioni del movimento ortodontico. In alcune situazioni particolari, come in caso di denti inclusi, indubbiamente i tempi si dilatano con reale difficoltà nella predicibilità dei tempi di trattamento. Di sicuro anche la cooperazione del paziente in determinate fasi del trattamento può avere peso nella determinazione dei tempi.

Ma gli apparecchi mobili funzionano veramente?

Esistono diverse tipologie di apparecchiature ortodontiche e ciascuna ha una sua specifica funzione, motivo per il quale vengono attentamente selezionate durante il piano di trattamento dallo specialista in ortodonzia.
Una parte di apparecchi mobili vengono definiti funzionali e sono utilizzati per lo più nei pazienti in crescita per correggere appunto la funzione (lingua) e per indirizzare correttamente la crescita;

Asma e ortodonzia

Quale legame sussiste tra asma e ortodonzia? Apparentemente nessuno, ma è solo un’impressione: infatti, nella varietà di casi ortodontici che gli ortodontisti si trovano a trattare vi è anche la possibilità di dover sottoporre a trattamento ortodontico delle persone che soffrono di asma.
Com’è noto i pazienti affetti da asma possono assumere spesso farmaci attraverso inalatori e si può avere la tendenza a sottovalutare gli effetti collaterali che questi hanno sulle mucose orali e sui tessuti dei sostegno del dente.

Il trattamento ortodontico in caso di celiachia

I pazienti affetti da celiachia possono avere la tendenza ad avere spesso ulcere orali o stomatite, di cui abbiamo già parlato in un precedente post, o cheilite angolare, le piccole piaghette fastidiose agli angoli della bocca.
In caso di applicazione di apparecchi ortodontici per la correzione di una malocclusione è importante segnalare allo specialista in ortodonzia questa malattia in modo che si possano prescrivere una serie di attenzioni e rimedi

Dolore alla mandibola, quali le cause?

I pazienti che soffrono di dolore alle Articolazioni Temporo-Mandibolari (A.T.M.) spesso lo descrivono come un dolore vicino all’orecchio che si manifesta in caso di masticazione o di massima apertura come nel caso di uno sbadiglio. Questo dolore potrebbe essere causato da alterazioni dell’occlusione con coinvolgimento muscolare o semplicemente da parafunzioni (digrignamento o serramento notturno).
È possibile alleviare il dolore articolare sistemando l’occlusione apportando dei piccoli ritocchi occlusali in caso di precontatti oppure applicando un bite terapeutico e nei casi più gravi affiancando una terapia farmacologica di supporto.

Stomatite aftosa ricorrente: come fronteggiarla

La stomatite aftosa ricorrente è una condizione che si presenta a volte nei pazienti che si sottopongono a trattamento ortodontico ma che viene soprattutto esacerbata da stress, traumi locali (come dopo l’applicazione dell’apparecchio ortodontico), mestruazioni e stati di carenza di vitamine.
Si cura mantenendo un ambiente orale pulito, con spazzolino e dentifricio, e disinfettato facendo 2 sciacqui di clorexidina allo 0,12 % per 7/8 giorni, applicando localmente gel che alleviano il dolore e favoriscono la guarigione.
Se dopo 10 giorni di risciacqui e applicazione di prodotti specifici non si notano miglioramenti significativi ci si può rivolgere al medico,

Occhio al piercing sulla lingua!

Già in un precedente post vi abbiamo parlato dei rischi di un piercing sulla lingua per la salute della bocca.
In effetti, può sembrare una raccomandazione generica ma la presenza di un piercing  sulla lingua può essere causa di una serie di problematiche ortodontiche specialmente se applicato in giovane età.
Innanzitutto potrebbe alterare la normale funzione della lingua causando alterazione della postura con conseguente alterazione della posizione dentale, in secondo luogo potrebbe causare piaghe e ferite a carico della mucosa del palato con conseguente perdita di tessuti di sostegno gengivale del dente. Molti sono ad oggi gli studi scientifici (Oral piercing injuries treated in United States emergency departments, 2002-2008) che riportano alterazioni di questo tipo, per cui se piercing deve proprio essere meglio scegliere un’altra localizzazione.

L’hi-tech sposa la sicurezza con le radiografie ortodontiche

Forse non ci si fa molto caso, ma la tecnologia è parte integrande del lavoro dell’ortodontista. È il caso delle radiografie usate come importante strumento in fase di diagnosi e che permettono, quindi, di formulare con più precisione un’adeguata terapia ortodontica.
Per capire come funzionano le radiografie bisogna andare all’origine, cioè al fondo naturale di radiazioni che è l’insieme delle radiazioni ionizzanti che provengono da sorgenti naturali, al suolo ed ad una altitudine media.La radioattività naturale in Italia viene calcolata in 3 millisievert. (ARPA Valle d’Aosta 2010). L’unità di misura della dose di radiazione è il Sievert, i sottomultipli sono i millisievert (1 Sv = 1000 mSv) e i microsievert (1mSv= 1000uSv).
In caso di esposizione radiologica, la dose di raggi riferita ad una radiografia odontoiatrica è notevolmente diminuita negli anni, grazie agli apparecchi di ultima generazione che permettono immagini definite e nette a bassa emissione di raggi a tal punto che l’esposizione alle tipiche radiografie di interesse ortodontico (ortopanoramica e laterale del cranio) necessarie per l’elaborazione del piano di trattamento comportano un’esposizione di 0,035 mSv.