Denti sani per un cuore protetto

Sorriso sano

Lavarsi i denti almeno 2 volte al giorno aiuta a rimanere in salute, come consiglia l’ortodontista, ma non solo.
Infatti, un’autorevole ricerca effettuata dalla University College London e pubblicata sul “British Medical Journal”, ha evidenziato un legame tra la scarsa igiene orale e la comparsa di malattie cardiovascolari.

Da questo studio è emerso che se non ci si lava i denti frequentemente la bocca può presentare una concentrazione troppo elevata di batteri, che a lungo andare possono causare infiammazioni. Tali processi possono svolgere un ruolo importante nella formazione delle placche arteriose, le quali possono causare la chiusura delle arterie, ed una serie di analoghi problemi di circolazione i cui effetti più estremi possono essere ictus ed infarto.
La pulizia dei denti diventa così un’azione quotidiana fondamentale, dal momento che dalle analisi effettuate risulta che chi si lava i denti almeno 2 volte al giorno presenta un rischio di disturbi cardiaci inferiore del 70% rispetto a coloro che non hanno questa buona abitudine, i quali presentano livelli superiori alla media di proteine infiammatorie nel sangue.

Vuoi sapere quali sono i comportamenti consigliati dagli specialisti in ortodonzia per avere un sorriso sano e allo stesso tempo prenderti cura della tua salute?

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‘Colpo di frusta’: i problemi per la bocca

donna e colpo di frustaUn’autorevole ricerca dell’università di Umea in Svezia ha evidenziato come una persona su tre che ha subito un colpo di frusta rischia di sviluppare a distanza di tempo problemi e dolori alle articolazioni temporo mandibolari.
L’ ATM è una articolazione la cui funzione è quella di consentire alla mandibola di muoversi in tre direzioni: laterale, verticale (apertura a cerniera) ed orizzontale, nonché circolare, movimento dato dalla somma dei tre precedenti.
A differenza di quello che si può pensare le disfunzioni delle articolazioni temporo mandibolari spesso sono correlate a problematiche posturali interessando così l’organismo umano nella sua completezza.
Lo studio ha coinvolto 60 vittime di tamponamenti stradali che sono state esaminate subito dopo l’incidente al pronto soccorso e nuovamente a distanza di un anno. Le persone che a causa del tamponamento avevano subito il “colpo di frusta” risultavano già nell’immediato 5 volte più soggetti al dolore e/o a disfunzioni delle articolazioni temporo mandibolari rispetto alle persone che non avevano vissuto l’evento traumatico.
A distanza di un anno il 34% di coloro che avevano subito il “colpo di frusta” presentava ancora sintomi derivanti dall’ATM, a differenza di coloro che non avevano subito tale lesione, i quali non presentavano alcun disturbo.
Le cause della disfunzione delle articolazioni temporo mandibolari – indagate dall’ortodonzia –  sono molto varie e complesse e dipendono da molti fattori, in particolare spesso sono imputabili ad un trauma, oppure ad una scorretta posizione della mandibola o l’insorgere di artrite.

Sei interessato a scoprire le cause che generano l’infiammazione all’ATM e le possibili risoluzioni?

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Il bruxismo: ansia e stress le cause

Uomo addormentato Fa un po’ sorridere l’articolo dell’autorevole rivista britannica Guardian, in cui Denis Campbell, Health Correspondent, individua un rapporto di causa-effetto tra un aumento del 10-20% dei casi di bruxismo tra il 2009 e l’inizio del 2010 e la crisi economica mondiale, con lo stress ed i ritmi di vita frenetici ed ansiogeni ad essa connessi.
Ma l’articolo si basa su elementi reali, dato che il bruxismo è una patologia strettamente connessa a situazioni di tensione, ansia e ad abitudini stressanti derivanti dal proprio stile di vita, e che possono riguardare soggetti di età differenti, dai bambini agli anziani.
Un disturbo spesso sottovalutato, che a volte viene  individuato dopo molto tempo, magari quando il paziente si sottopone ad una visita dall’ortodontista.
Chi soffre di bruxismo lo può capire dal fatto che il suo smalto presenta abrasioni, o i denti sono scheggiati o addirittura microfratturati. Si possono riscontrare inoltre difficoltà ad aprire la bocca ed un aumento della sensibilità al caldo e al freddo.
È comunque una patologia da non sottovalutare, dato che è il terzo disturbo più frequente durante il sonno, subito dopo sonniloquio e russamento, e che quindi alla lunga può influenzare il benessere psico-fisico di chi ne soffre.

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Malocclusione: abitudini scorrette, basso rendimento

illustrazione bocca bambino malocclusioneUn’autorevole ricerca condotta da Specialisti oftalmologi dello Shiley Eye Center della University of California ha rilevato su un ampio campione di alunni di una scuola italiana una corrispondenza tra lo scarso rendimento scolastico e problemi di malocclusione dentale.

Le basse prestazioni scolastiche sembrano infatti connesse a patologie della bocca come la malocclusione che costiturebbe un’importante causa irritativa trigeminale e provocherebbe problemi oculari.
Questi disturbi visivi si manifestano nei bambini in età scolare con una difficoltà significativa nel mettere a fuoco gli oggetti e, in fase di lettura, il rallentamento del processo di riconoscimento di ogni singola parola. Tutto ciò causerebbe l’allungarsi dei tempi di apprendimento sul rendimento degli allievi, e di conseguenza, pagelle meno soddisfacenti per i genitori.

Per evitare il crearsi di questo disturbo fin dall’infanzia è consigliabile evitare, nei bambini, la suzione con un ciuccio non ortodontico (esiste in commercio l’apposita tettarella ortodontica) e il respirare con la bocca aperta, abitudini che portano allo spostamento della mandibola in avanti. Anche da adulti si può fare qualcosa per evitare e peggiorare gli effetti delle malocclusioni, come il cercare di non dormire con la mano sotto la guancia, o rivolti sempre dallo stesso lato. E quando si mastica è consigliabile far lavorare tutta la mandibola.

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Ortodontista? Meglio: specialista in ortodonzia

ASIOAsio, Associazione Italiana Specialisti in Ortodonzia, riunisce i migliori specialisti presenti  sul territorio nazionale.

Uno specialista in ortodonzia si occupa della diagnosi, della prevenzione e del trattamento delle irregolarità dentali e facciali.

Per diventare specialista in ortodonzia, dopo la scuola secondaria superiore è necessario frequentare per 5 anni il corso di laurea specialistica in Odontoiatria e protesi dentaria presso la facoltà di Medicina e Chirurgia e successivamente per 3 anni la scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia in una delle 19 Scuole Italiane.

Solo una piccola percentuale di dentisti si specializza in ortodonzia: il valore aggiunto dell’ortodontista sta proprio nella sua specializzazione.

Un percorso formativo di 3 anni dopo la laurea presso le migliori scuole italiane di Ortodonzia, assicura allo specialista massima professionalità e competenza in tema di problemi di allineamento dentale e malocclusioni.

Attraverso questa preparazione lo specialista acquisisce tutte le capacità necessarie per muovere i denti e guidare lo sviluppo cranio-facciale.

Non tutti sanno esattamente chi è lo specialista in ortodonzia, come dimostra la simpatica indagine del video in calce.