Frenuli e frenulectomia: cura e rimedi dopo la diagnosi

Frenuli e frenulectomia: cura e rimedi dopo la diagnosi.

Il frenulo corto, come visto nell’articolo precedente, è una condizione che può nel tempo portare diverse conseguenze organiche e posturali, nonché sul linguaggio e lo stile di vita della persona, se non corretto ed intercettato per tempo.

Quindi, prima di ogni cosa, è sempre bene rivolgersi allo Specialista per ottenere una corretta diagnosi relativa alla presenza di un frenulo corto. Una volta esguita la diagnosi di frenulo linguale corto è possibile valutare un intervento che può essere di 2 tipologie: logopedico e/o chirurgico.

L’età migliore per effettuare questa visita è quella della intercettazione, tra i 3 e i 6 anni.

Quando è opportuno il trattamento logopedico?

Il trattamento logopedico può essere indicato nel caso in cui ci sia una brevità del frenulo linguale non eccessiva grazie ad esercizi di allungamento del frenulo linguale, generalmente indicato nel caso di bambini portati dal medico intorno ai 4-5 anni, a causa della comparsa di difficoltà ad articolare la bocca e pronunciare alcune parole, a deglutire o per aver notato anomalie di postura.

L’intervento chirurgico va eseguito solo in presenza di un deficit nel movimento della lingua tale da ostacolare il parlare e/o l’alimentarsi.

Esistono 3 tipi di intervento:

  • frenulotomia (che può essere effettuato anche ambulatorialmente),
  • frenulectomia, che prevede anche la rimozione di un po’ di mucosa e richiede un’anestesia locale,
  • frenuloplastica, ossia un riposizionamento del frenulo.

Quale delle 3 tipologie sia indicata, sarà oggetto del consulto con lo specialista in chirurgia.

Se pensi che il tuo bambino presenti queste caratteristiche, contatta subito il tuo Specialista in Ortodonzia per una prima valutazione!

Se non ne hai già uno di fiducia nella tua zona, lo trovi qui: www.specialistidelsorriso.it!

Frenuli e frenulectomia: facciamo un po’ di chiarezza

Frenuli e frenulectomia: facciamo un po’ di chiarezza.

Iniziamo con il dire che il frenulo corto è una malformazione congenita, quindi già presente al momento della nascita e che interessa circa il 5 % dei neonati ed il 7% dei bambini in età prescolare.

Il frenulo linguale si trova nella parte ventrale della lingua, ovvero quella parte più sottile e trasparente della lingua che puoi osservare allo specchio, sollevando la punta della lingua fino a toccare il palato. In questo modo, il frenulo linguale apparirà simile ad un filo delicato.

Una curiosità legata al frenulo corto è che spesso si rileva più frequentemente nei maschi rispetto alle femmine, con un rapporto di 2 maschi ogni femmina (2:1).

Vediamo insieme come è formato e a cosa serve.

Il frenulo è formato da tessuto fibroso e mucoso e ha la funzione di collegare la lingua al pavimento della bocca.

Può accadere che in alcuni soggetti, il frenulo linguale sia congenitamente corto, oppure più spesso, o ancora più stretto rispetto al normale: ne consegue che la lingua risulterà più o meno ancorata alla bocca, verificandosi così possibili difficoltà nel muoverla e nell’articolazione della stessa.

Se il frenulo linguale è corto, vuol dire che è inserito nella punta della lingua, rappresentando un fenomeno noto come anchiloglossia o più semplicemente: “lingua legata”

Quali sono i SINTOMI e le COMPLICAZIONI derivanti da Frenulo Corto?

I bambini o gli adulti con frenulo linguale corto possono lamentare una certa difficoltà in alcuni comportamenti quali:

  • leccarsi le labbra,
  • usare la lingua per rimuovere cibo fra i denti,
  • suonare uno strumento a fiato,
  • fastidio e sensazione di dolore sotto la lingua.

Nei neonati, può arrivare a generare difficoltà nella fase di allattamento al seno.

COME DEGENERA SE NON CORRETTO?

Il frenulo linguale corto, ove non corretto nel tempo, può causare il peggioramento della postura, influendo su atteggiamenti quali:

  • tendenza a portare troppo in avanti la testa,
  • emergenza delle scapole,
  • anomalie della normale curvatura della colonna vertebrale,
  • piede piatto,
  • ginocchia valghe,
  • spalle non in linea.

In alcuni casi, è possibile osservare alcune smorfie facciali atipiche o problemi del sonno (come russamento o apnee notturne).

Non tutti sanno davvero di avere una malocclusione

Lo sapevi che, da una recente statistica, è saltato fuori che circa 26 milioni di italiani non sanno di avere una malocclusione.

TIPOLOGIA DI MALOCCLUSIONE

Le cause

La principale è di natura genetica. Spesso però può dipendere da scorrette o da altre patologie.

Ad esempio, dalla abitudine viziata di succhiarsi il pollice in età infantile, di spingere la lingua contro i denti, da un prolungato uso del ciuccio o del biberon da piccoli.

O ancora, può dipendere anche dalla tendenza a digrignare i denti durante il sonno, da interventi dentali non perfettamente riusciti, da fratture mandibolari guarite male o da tumori della bocca.

Che effetti ha sulla vita quotidiana?

La malocclusione si manifesta con problemi masticatori e fonetici.

Spesso, chi ne è affetto può presentare problemi legati a vertigini, cefalee e acufeni, fino a sintomi extramandibolari che coinvolgono il rachide, come cervicalgie e mal di schiena.

A livello dentale, chi soffre di malocclusione è maggiormente esposto al rischio di carie e parodontiti.

La diversità dei sintomi e la loro intensità dipende dalla tipologia ed entità di malocclusione dentale, tanto che in taluni casi può portare anche a difficoltà respiratorie e sintomi importanti di reflusso gastro – esofageo.

COSA FARE?

Indubbiamente, intercettare correttamente la tipologia di malocclusione è il primo passo per una corretta diagnosi e la progettazione di una terapia funzionale in grado di correggerla. Se presa per tempo – soprattutto nei pazienti più giovani – la terapia ha ottimi risultati sulla qualità e lo stile di vita.

Per saperne di più, rivolgiti sempre al tuo Specialista del Sorriso.

Tempo d’estate: ma l’igiene orale non va in vacanza, soprattutto se indossi un apparecchio.

Tempo d’estate.

Un tempo in cui la routine quotidiana lascia spazio a nuove abitudini, spesso lontane da quelle solite.

Dalle abitudini alimentari a quelle del ciclo del sonno, l’estate è anche il momento in cui diventa complicato prendersi cura del proprio sorriso in modo ottimale.

Per questo, prima di partire in vacanza, gli Specialisti del Sorriso A.S.I.O. – Associazione Italiana Specialisti in Ortodonzia – hanno stilato un vademecum utile per continuare a prendersi cura della bocca anche durante il periodo estivo.

L’igiene orale e la salute della bocca sono pratiche fondamentali per il nostro benessere e a qualsiasi età e ancora di più se si indossa un apparecchio ortodontico che necessita di maggiori cure e attenzioni.

Tutto questo per evitare situazioni di emergenza in periodi di chiusura quali mal di denti poco graditi, otturazioni che non reggono, denti che si scheggiano per cibi troppo duri, sensibilità dentinale eccessiva e non ultima lo smarrimento di apparecchi mobili o la rottura delle placchette degli apparecchi fissi.

Insomma, la casistica è varia.

Per evitare di incorrere in questi spiacevoli inconvenienti che possono portare via relax anche a tutta la famiglia, il primo consiglio UTILE rilasciato da ASIO è quello di programmare per tempo una visita dallo Specialista in Ortodonzia prima di partire, così da verificare lo stato della bocca e degli apparecchi.

Vediamo insieme quali sono gli altri consigli nel vademecum reso noto dagli Specialisti in Ortodonzia.

1. IGIENE QUOTIDIANA E FILO INTERDENTALE ORTODONTICO: per i portatori di apparecchi fissi, è fondamentale avere il filo interdentale ortodontico. Si tratta di un filo specifico, diverso da quello comunemente reperibile in farmacia e supermercato, perché possiede un’estremità composta da un materiale più rigido, in grado di pulire spazi difficili da raggiungere come quelli tra filo metallico e dente o tra bracket e bracket.

2. SCOVOLINO: Utilizzare lo scovolino interdentale assicura un sorriso più sano e splendente poiché consente di pulire gli spazi tra dente e dente o le parti di dente parzialmente coperte dalle placchette e/o dai fili ortodontici. Un modo per prevenire le fastidiose macchie dovute alla decalcificazioni dovute al ristagno della placca batterica. Migliorerà anche l’alito.

3. COLLUTTORIO: Spazzolino, filo interdentale, scovolino e poi? Naturalmente è il momento del collutorio. Uno sciacquo ben fatto con un collutorio al fluoro, non troppo aggressivo, è l’ideale per completare la detersione del cavo orale.

4.SCELTA DEGLI ALIMENTI GIUSTI: ok, siamo in estate e il caldo induce a scegliere bevande colorate e spesso zuccherine. L’ideale è quello di evitare comunque di assumere bevande gassate, zuccherate e di scegliere invece bevande (soprattutto per i piccini) che presentano proprietà organolettiche definite “amici della bocca” ci riferiamo a latte e i suoi derivati e verdura cruda, soprattutto quando non si può usare lo spazzolino. Se hai un apparecchio ortodontico fisso cerca di evitare i cibi eccessivamente duri e croccanti. Questi infatti potrebbero determinare il distacco dei brackets e conseguenti fastidi, oppure alterazioni del funzionamento e/o rottura del tuo dispositivo ortodontico.

5.ELASTICI ORTODONTICI: Chi indossa un apparecchio fisso con elastici ortodontici è bene che ricordi che ogni elastico deve essere sostituito quotidianamente e rimosso durante i pasti. Non è raro infatti che, ove questa pratica non sia eseguita, possa avvertirsi fastidio o dolore, in particolare nell’articolazione temporo-mandibolare. In questo caso è fondamentale contattare lo Specialista in Ortodonzia e temporaneamente sospendere l’utilizzo degli elastici. Se non ricordi come indossarli chiedilo allo Specialista con cui sei in cura.

6. 2 KIT DI IGIENE ORALE: lo dice anche una popolare reclame pubblicitaria. Two is megl che One. E’ bene infatti portare 2 kit per l’igiene orale, anziché uno, per avere sempre la possibilità di averne uno a portata di mano in borsa o zaino per garantirsi una corretta igiene orale, soprattutto in presenza di apparecchio ortodontico.

7. SAPONE E DETERSIONE MASCHERINE TRASPARENTI: l’ortodonzia trasparente è una conquista nell’ortodonzia estetica. Durante le vacanze estive, tuttavia si rischia spesso di non effettuare una corretta pulizia delle mascherine trasparenti, che perderanno la loro funzione estetica. Oggi è sufficiente dotarsi del sapone giusto per allineatori estetici, in grado di garantirne pulizia, trasparenza e naturalmente una perfetta resa estetica.

8. MASCHERINE TRASPARENTI, COSA FARE IN CASO DI SMARRIMENTO: Può accadere nella quotidianità ed è probabile che la percentuale di smarrimento possa aumentare in vacanza. Per questo, in caso di smarrimento della mascherina mobile trasparente e/o sequenziale, è fondamentale farsi consegnare dal proprio ortodontista le ulteriori mascherine mobili per il cambio, sempre consultando prima lo Specialista in Ortodonzia.

Per saperne di più, rivolgiti sempre al tuo Specialista in Ortodonzia e qualora tu non fossi in vacanza nelle vicinanze del tuo Specialista di pertinenza, per emergenze puoi cercarlo sul sito www.specialistidelsorriso.it per provincia.

Buona Estate con il Sorriso!

Sai riconoscere se il tuo è davvero uno specialista in ortodonzia?

Probabilmente è una delle domande più frequenti che da paziente ti sei posto: come scelgo un buon ortodontista? Come faccio a riconoscerlo?

In questo articolo, abbiamo riassunto alcuni passaggi per aiutarti a scegliere correttamente il tuo Specialista in Ortodonzia e tutelare la tua salute orale e quella dei tuoi figli.

Ecco i passaggi importanti.

1. Prima di tutto bisogna essere chiari.

Uno specialista in Ortodonzia è prima di tutto e inequivocabilmente un dentista, e come tale è fondamentale che sia iscritto all’ORDINE DEI MEDICI OMCEO, ovvero all’ordine degli Odontoiatri, dove sono inclusi tutti i dentisti con il loro numero di iscrizione all’albo.

Questo che vuol dire?

Che il dentista che hai scelto è certamente laureato in Medicina o Odontoiatria.

Come fare per appurarlo: Vai sul sito dell’Ordine dei Medici che si trova qui https://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.public/?vmToForward=210 e procedi.

Se il nome e cognome del dentista che hai digitato non compaiono, assicurati di non aver commesso alcun errore. Diversamente, puoi iniziarti a chiedere se si tratta di un dentista o di un sedicente tale.

E’ fondamentale ricordare che solo chi è veramente in possesso dell’iscrizione all’albo e delle relative garanzie, competenze e assicurazioni è abilitato a “mettere le mani nella bocca” per curarla

2. Secondo punto fondamentale: NON tutti i dentisti sono Specialisti in ORTODONZIA.

Perciò, una volta aver verificato che il tuo Specialista in Ortodonzia è già iscritto all’Ordine dei Medici, puoi procedere nel chiedere ragionevolmente lumi sul fatto che abbia anche conseguito una SPECIALIZZAZIONE valida in ORTODONZIA.

La specializzazione in Ortodonzia è sempre rilasciata da un organo universitario o paritetico riconosciuto dal Miur, Ministero Istruzione Università e Ricerca.

Una volta che avrai appurato tutto questo, puoi iniziare a tirare un sospiro di sollievo, perché sei nelle mani di un professionista che ha tutte le carte in regola.

3. Assicurati che la visita sia effettuata proprio da lui e in diretta.

Molti studi lavorano in equipe, grazie all’aiuto di consulenti esterni. Esistono tuttavia diversi casi in Italia, in cui gli studi odontoiatrici si avvalgono del c.d. professionista in remoto, ovvero di un servizio “esterno” che valida i piani di cura. Certamente, a dare valore ai piani di cura c’è sempre un odontoiatra. Tuttavia, è bene ricordare che la visita condotta in prima persona dal professionista specialista in ortodonzia è preferibile a qualsiasi tipo di alternativa. Questo perché la fase della visita è personalizzata in base al paziente, alla sua conoscenza, al suo stile di vita. Non ultimo, alla fase della diagnostica, che viene realizzata in modo accurato attraverso la prescrizione o esecuzione di radiografie, misurazioni opportune, ecc.

Affinché questi esami siano validi, è importante che ad eseguirli – non solo leggerli – sia di fatto colui o colei che si occuperà di realizzare anche il piano di cura ortodontico.

In questo modo, potrai sempre avere di fronte l’interlocutore diretto e essere sereno di poter dialogare e chiarire dubbi e/o bisogni in qualsiasi momento.

4. Un altro punto fondamentale è che puoi far riferimento alle associazioni di riferimento per l’ortodonzia, che in genere hanno già effettuato le indagini di cui ai punti 1 e 2 per l’ammissione dei propri soci. Qui di seguito ti segnaliamo alcune delle più rilevanti:

In Italia le “associazioni” scientifiche ortodontiche più importanti sono la S.I.d.O (Società Italiana di Ortodonzia), l’A.I.d.Or (Accademia Italiana di Ortodonzia) e l’ A.S.I.O (Associazione Specialisti Italiani Ortodonzia).

Navigando nei portali di queste società è possibile trovare i nomi degli ortodontisti per provincia:

ASIO presenta un portale dedicato ai  soci (http://www.asio-online.it/) e il portale “Specialisti del Sorriso” dedicato a tutti gli utenti (http://www.specialistidelsorriso.it/) Sul nostro portale puoi trovare tutte le informazioni sugli Specialisti in Ortodonzia e ricercare i loro nomi per provincia.

– anche la SIDO consente l’accesso al suo portale (www.sido.it) e la visualizzazione (cliccando su “cerca l’ortodontista più vicino a te”) dei nomi per provincia.

– l’AIdOr (http://www.accademiaitalianadiortodonzia.it/) consente di consultare l’elenco dei suoi soci e capire se il nome che stai cercando sia quello di un socio attivo o provvisorio.

E’ importante verificare, ove possibile, che i soci siano prevalentemente attivi, indice di continuo aggiornamento e proattività degli specialisti.

5. Ultimo punto – ma non ultimo: REFERENZE.

Ebbene si, appurati tutti i dati di cui sopra, chiedi sempre di poter accedere, visionare, ascoltare le referenze del tuo specialista in ortodonzia.

Le referenze non sono altro che il passaparola verificabile dei pazienti che si sono curati e hanno avuto un successo terapeutico dalla cura in ortodonzia.

L’importante è che siano in chiaro e mai anonimi.

Al termine di questo articolo, che siamo certi potrà aiutarti a scegliere il tuo Specialista in Ortodonzia con criterio, ti ricordiamo che su questo portale potrai sempre ricercare Specialisti che sono già in possesso di queste caratteristiche e che possano garantirti il miglior risultato possibile.

Scegli con criterio. Scegli un vero Specialista in Ortodonzia. Scegli la sicurezza del tuo Sorriso.

Denti che si muovono con apparecchio fisso: cosa fare?

Ho un apparecchio fisso e si muove un dente. Mi devo preoccupare?

Questa è di solito la tipologia di domande che uno Specialista in Ortodonzia usualmente riceve.

Diciamo pure che la combinazione apparecchio fisso – dente mobile è probabilmente tra le casistiche che preoccupano di più i pazienti.

Può accadere, infatti, che il paziente possa percepire l’indebolimento improvviso dei denti durante la permanenza dell’apparecchio fisso.

E’ importante sapere che durante il trattamento ortodontico la mobilità dei denti rappresenta un dato di normalità.

L’apparecchio, infatti, è proprio studiato caso per caso per muovere i denti e per effettuare una certa trazione. Pertanto, l’osso che si trova intorno ai denti subisce delle modifiche, fondamentali affinché si possano portare tutti i denti nella posizione correttamente studiata.

E’ tuttavia molto importane segnalare in quanto prima possibile al proprio Specialista la percezione di mobilità di uno o più denti in corso di terapia ortodontica. Sarà lo Specialista a rassicurarci sulla normalità della situazione oppure valutare movimenti potenzialmente incongrui.

Di conseguenza, tutta la bocca partecipa a questo movimento, sopportando anche uno stress.

Una volta concluso il trattamento, i denti smettono di muoversi in modo forzoso e si stabilizzano.

Quando allora è il caso di PREOCCUPARSI veramente?

Esistono situazioni circoscritte in cui è il caso veramente di preoccuparsi per la mobilità dentale durante il trattamento con apparecchio fisso. Queste circostanze implicano la rilevazione di un movimento particolarmente accentuato dell’elemento, dove è il caso di effettuare un approfondimento diagnostico.

E’ tuttavia molto importante segnalare quanto prima possibile al proprio Specialista la percezione di mobilità di uno o più denti in corso di terapia ortodontica. Sarà lo Specialista a rassicurarci sulla normalità della situazione oppure valutare movimenti potenzialmente incongrui.

Questo perché potrebbe essere presente un problema di natura parodontale (ovvero dei tessuti che sorreggono il dente).

In questo caso, è bene rivolgersi allo Specialista per una visita specifica e verificare tramite accurata diagnosi se esista effettivamente il rischio della perdita – spesso remota  –  del dente.

Teniamo in considerazione, che alcune patologie parodontali sono spesso rilevabili tramite un esame radiografico noto con il nome di OrtoPantomografia (OPT) che viene effettuata spesso dallo Specialista in Ortodonzia già nelle prime fasi del trattamento ortodontico.

Qualora invece fosse necessario un approfondimento diagnostico, si potrà ricorrere all’uso delle radiografie endorali mirate ed al sondaggio del tessuto di supporto.

Questo evento di mobilità può capitare anche con apparecchi mobili?

Ricordiamo che si tratta di casi rari, che tuttavia possono essere riscontrati sia in corso di trattamento fisso che mobile, talvolta anche in corso di trattamento con allineatori o mascherine “invisibili”.

Per saperne di più, come sempre, ti invitiamo a cercare il tuo Specialista in Ortodonzia tramite il nostro sito www.asio-online.it, che sarà pronto a rispondere alle tue domande.

Specialista in Ortodonzia? 3 buone ragioni per sceglierlo e come.

Specialista in Ortodonzia? 3 buone ragioni per sceglierlo e come.

Ortodontista o odontoiatra?

La differenza è ben chiara in ambito clinico, ma forse lo è di meno dal punto di vista del paziente.

Per questo, abbiamo tirato fuori 7 buone prassi (o 7 buone ragioni) per accompagnarti a scegliere correttamente lo specialista in ortodonzia per te e per la tua famiglia, figli in primis, spiegandoti anche per quale motivo scegliere uno specialista è fondamentale ai fini del risultato.

Partiamo con un PRESUPPOSTO importante: specialista in ortodonzia è quell’odontoiatra che ha seguito la specializzazione in Ortodonzia, dopo la Laurea.

Si tratta quindi di una specializzazione conseguita non sul campo, ma nelle opportune sedi cliniche.

Perché scegliere uno specialista?
Pensaci un momento. Parliamo di salute prima di tutto. Quando hai un fastidio importante o un dolore in una parte specifica del tuo corpo, prediligi andare dal medico di base (al di là della prima istanza) o inizi a informarti e documentarti per avere il consulto più specifico possibile?
E sai perché lo fai?

Perché vuoi esattamente UNA RISPOSTA: esattamente QUELLA che ti farà stare sereno, che ti darà l’esatta sensazione che il professionista a cui ti stai rivolgendo è veramente BRAVO in quella materia.

La padroneggia, la studia quotidianamente e – ancora più importante – sa risolvere i problemi ad essa connessi.

Se poi il fastidio, il problema o il disturbo riguardano TUO FIGLIO, la cosa si fa decisamente ancora più critica.

Certo potresti rivolgerti ad un dentista generalista e ottenere già buone risposte.

Vero è che probabilmente non ti accontenteresti. Vorresti davvero avere esattamente quella risposta che risolve il problema.

E per questo, saresti disposto a girar in lungo e in largo, chiedendo a chiunque in famiglia e fuori, di indicarti lo specialista più specifico per lui.

Ecco, oggi, ASIO vuole essere quell’entità a cui chiedere il nome del tuo prossimo specialista in Ortodonzia che può veramente risolverti il problema. ASIO è un organo che è in grado di indirizzarti in virtù della sua selezione ed esperienza nel trovare il tuo ortodontista di fiducia.

Ecco dunque 3 BUONE RAGIONI per rivolgersi allo specialista in ortodonzia:

  1. Specificità ma soprattutto specializzazione nei casi di studio. Questo l’approccio di uno specialista in ortodonzia, rispetto al dentista generalista che spesso si occupa di più livelli della salute orale. Una specificità che appartiene oggi al solo 5% dei dentisti.
  2. La prima visita completa. La prima visita realizzata dal tuo specialista in ortodonzia prevede dei passaggi specifici ma soprattutto accuratezza di tutti gli ambiti legati all’ortodonzia. Focus della visita dunque non sarà esclusivamente l’allineamento dentale, che spesso rappresenta solo la punta dell’iceberg. Lo specialista in Ortodonzia porterà la sua attenzione anche a malocclusione (ovvero la chiusura non corretta dei denti), ai rapporti mascellari, facciali e muscolo-scheletrici; poiché tutti questi elementi possono influenzare le funzioni masticatorie, di fonazione, deglutizione e respirazione con un impatto importante anche sulla qualità della vita del paziente. Non è inusuale tra l’altro che la disfunzione rilevata possa spesso essere portatrice di sintomi quali: cefalee, mal di testa, ronzii acustici, disturbi del sonno, disturbi del linguaggio, bruxismo…

Insomma, la posizione dei denti e della bocca hanno un impatto ENORME sulla qualità della vita. Per questo diventa importante l’accuratezza e la specificità di una prima visita ortodontica.

In questa sede, il tuo Specialista in Ortodonzia dovrà prendere in esame tutte le variabili per proporre un piano di trattamento che possa coniugare aspetti estetici e funzionali in un rapporto che garantisca come risultato il bel sorriso ma anche il benessere e la salute del paziente.

  1. DIAGNOSTICA AD HOC: Con un’attenta diagnosi e pianificazione del trattamento lo Specialista in ortodonzia è colui che può indicarti non soltanto se il tuo problema ortodontico può essere risolto, ma soprattutto quale soluzione rispetta maggiormente le tue specifiche caratteristiche ossee, parodontali e, non meno importanti, estetiche e
  2. SERENITA’ DI TRATTAMENTO e SOLUZIONI MIRATE: diciamolo. Mettersi nelle mani di uno specialista favorisce una migliore serenità di trattamento, ma anche una maggiore possibilità di esplorare alternative e soluzioni terapeutiche per un sorriso sano e bello grazie all’aggiornamento specifico costante.

Scegliere lo specialista in Ortodonzia oggi è più facile grazie all’intervento di ASIO, che offre la possibilità a tutti i pazienti di ricercare il professionista più vicino.

Per saperne di più, consultare: www.asio-online.it

Morso crociato, come valutare il trattamento adeguato?

Sono la mamma di una bimba di 7 anni con morso crociato laterale, per due anni è stata curata per carie ed ha eseguito le sigillature mentre per il morso crociato l’ortodontista mi ha fatto attendere la crescita dei sesti. Ora mi è stato proposto (finalmente) di mettere l’apparecchio (quad helix ) ma poichè documentandomi su internet avevo molti dubbi ho abbandonato il primo dentista e mi sono rivolta ad altri 2 specialisti.

Premetto che il morso crociato in questi due anni è molto peggiorato e l’espansione dovrà essere di circa 6/7 millimetri. Appurato che è necessario l’espansore, l’approccio dei due specialisti è molto diverso: uno mi propone un espansore da applicare ai denti da latte con una pausa di circa due mesi per poi riprendere i giri necessari e l’apparecchio dovrà essere mantenuto per un anno circa; l’altro deve fare ancora i calcoli ma probabilmente propone un espansore da applicare ai sesti, dopo circa 2 o 3 mesi toglie l’espansore e mette un apparecchio meno ingombrante con due gancetti e solo arco per circa un anno. Nel caso l’espansione fosse di 7 millimetri farà l’espansione massima all’inizio e il rimanente dopo 6 mesi. Dopo toglierà comunque l’espansore per applicare l’apparecchio più leggero con solo l’arco. Sono molto confusa e chiedevo quindi un aiuto per fare la valutazione giusta o perlomeno consapevole dei pro e contro. 

> Risponde lo Specialista in Ortodonzia ASIO

E’ molto difficile dare consigli terapeutici senza aver la possibilità di visitare il paziente, perchè sono molti i fattori che possono spostare la decisione verso un’apparecchitura piuttosto che un’altra: tra questi un’accurata diagnosi scheletrica che ci porterà ad una previsione di crescita, l’età, lo stato della dentizione, la presenza di problemi legati alla deglutizione, il grado di collaborazione del paziente, ecc..

L’espansione dell’arcata superiore può avvenire sia in presenza di dentizione permanente (6′ / 6′ e 4′) che utilizzando come ancoraggio per l’apparecchiatura i molari decidui (ultimo dente prima dei 6′ permanenti): in questo ultimo caso la decisione è legata all’età del paziente e ad una valutazione radiografica dello stato delle radici dl molarino deciduo da utilizzare come ancoraggio per l’apparecchiatura.

Se l’espansione da effettuare necessita di incremento del diametro trasverso dell’arcata superiore (espansione ortopedica) questa deve avvenire in modo rapido.

L’espansione, attuata mediante il disgiuntore rapido del palato, prevedere l’apertura della sutura mediana del mascellare superiore utilizzando l’ancoraggio dentale come mezzo per trasmettere la forza dalla vite dell’apparecchiatura alla sutura mediana del palato. A questa fase di espansione attiva deve seguire quella di stabilizzazione, per permettere l’ossificazione della sutura che è stata aperta dal disgiuntore: la durata della stabilizzazione può variare dai 6 ai 12 mesi.

Il nostro consiglio, comunque è quello di rivolgeri sempre ad uno Specialista in Ortodonzia che, dopo una accurata visita e la raccolta delle analisi di studio necessarie, le prospetti un piano di trattamento individualizzato.

Contenzione notturna per sempre?

Ho 39 anni dovrei iniziare un trattamento con Invisalign ma quello che mi rende perplessa è che l’ortodontista mi ha detto che dopo il trattamento (che sarà di circa 18-24 mesi) dovrò portare la contenzione notturna a vita, questo perché dopo qualsiasi trattamento di ortodonzia il dente avendo una sorta di memoria tende a tornare nella posizione originale soprattutto se lo spostamento avvenuto è molto ampio. Volevo sapere se queste informazioni sono corrette.

> Risponde lo Specialista in Ortodonzia ASIO

Quello che le è stato detto corrisponde a verità ed è indipendente dal tipo di apparecchiatura utilizzate per la correzione della malocclusione.

Vi sono due fasi di contenzione: una prima fase, che dura circa 9 – 12 mesi dalla fine della terapia, nella quale avviene il rimodellamento delle strutture di sostegno del dente ed è da considerare parte integrante della terapia.

Si ha poi una seconda fase di contenzione, a lungo termine, che permette il mantenimento del risultato terapeutico ottenuto al fine della terapia, contenendo quei lievi movimenti dentali dovuti al normale assestamento delle strutture e legati alla funzione, al passare degli anni ed anche in parte a quella sorta di “memoria” presente nelle nostre strutture.

Apparecchio palatale e tempi

Ho 16 anni, mi è stata applicata da poco la parte palatale dell’apparecchio fisso a stelline, vorrei sapere più o meno per quanto tempo dovrei portarlo, se fino al termine del trattamento oppure fino a quando il palato non si sarà allargato secondo i canoni del dentista.

Risponde lo Specialista in Ortodonzia ASIO

Dalla descrizione fatta ho difficoltà a capire quale tipo di apparecchio sia stato posizionato “dalla parte palatale”.

Le apparecchiature posizionate palatalmente possono svolgere sia compito di espansione che di stabilizzazione o ancoraggio: a seconda dell’utilizzo fatto possono essere mantenute in sito anche per tutta la durata della terapia.

Generalmente se vengono utilizzate per ottenere espansione scheletrica dell’arcata (vedi disgiuntore rapido del palato) una volta raggiunta l’espansione voluta, l’apparecchio deve permanere in arcata sino al raggiungimento della stabilizzazione del risultato, al fine di non avere recidive; questa stabilizzazione avviene in circa 6 – 12 mesi