Bruxismo: diversi casi, diverse soluzioni

Spesso sul nostro blog ci è capitato di affrontare il tema del bruxismo, una parafunzione che gli ortodontisti si trovano molte volte a dover trattare anche nei casi più disparati. Alcuni di questi hanno trovato posto anche sul nostro blog, riscopriteli insieme a noi: potreste trovare la risposta perfetta che fa al caso vostro.

Cos’è il bruxismo e come può aiutarci l’ortodontista
Per parlare di bruxismo è necessario comprendere prima di tutto di cosa si tratta. Potete scoprirlo non solo sul nostro blog ma anche nella Guida del Sorriso edizione 2013.

Bruxismo, cosa fare?
La dentatura consumata è l’effetto più evidente del bruxismo: il caso di Marilena ci mostra come questo problema possa avere delle ripercussioni sulla propria autostima. Per fortuna la soluzione al bruxismo c’è come ci spiegano gli Specialisti del Sorriso.
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Digrignare i denti da neonati: che rischi ci sono?

Specialisti del SorrisoE’ una domanda lecita che si pongono i genitori che osservano la crescita della bocca del proprio figlio. Spot pubblicitari su temi come bruxismo e malocclusione dentale sono utili per conoscere e tenere presente che esistono patologie di questo tipo, ma a volte possono creare eccessivo allarmismo, soprattutto tra neogenitori.

In questi casi, meglio chiedere, proprio come fa Alessandro agli Specialisti del Sorriso.

Come fare per evitare che il nostro bambino di 13 mesi digrigni, spostando la bocca,  i quattro dentini anteriori spuntati negli ultimi mesi?
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Bruxismo, un problema di cattive abitudini?

Abbiamo già affrontato in questo blog il tema del bruxismo, e lo strumento del bite o byte per i denti, sottolineando le cause che portano a questo disturbo, ad esempio nella connessione tra bruxismo e stress, e la recessione mondiale.

Ma se lo stress è un fattore difficilmente isolabile o eliminabile dalla vita di tutti i giorni, è però vero che si può fare qualcosa per evitare alcuni alimenti che possono peggiorare la situazione.

In testa a tutti, alcol e caffè: trattandosi di stimolanti, se presi la sera, magari poco prima di andare a coricarsi, possono sovreccitare il nostro organismo che “scarica” tutto il peso dello stress proprio sui nostri denti.

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Bruxismo: un problema che colpisce anche i bambini piccoli

Quando a digrignare i denti sono i bambini in tenera età, la preoccupazione dei genitori sale: come mai infatti un bambino dovrebbe soffrire di bruxismo, fenomeno che spesso si ricollega a stress e tensioni, atipiche nella fase dell’infanzia?
È ciò che si è chiesta anche Lucia, che si è rivolta agli specialisti del sorriso (specialistidelsorriso.it) con questo quesito:

“E’ da circa due settimane che mia figlia, nata il 28/09/2008 quando è in braccio digrigna i denti. A volte si sente il rumore dei denti che si sfregano tra loro, e ho paura che tra qualche giorno arrivi a romperli. Cosa posso fare?”

Lucia

Risponde lo Specialista ASIO:

“E’ molto difficile dare una risposta adeguata ad un quesito di questo genere. Quindi questa è una diagnosi che può essere fatta solo dopo una visita medica ed un’attenta valutazione da parte di uno Specialista in Ortodonzia ASIO. Il bruxismo dipende da una ipereccitazione del sistema neurovegetativo, che dopo aver accumulato un “eccesso” di energia la “scarica” sul sistema masticatorio. Un’attività neuromuscolare alterata in un bambino può essere causata da una miriade di fattori, che vanno da una infestazione di ossiuri fino ad un eccesso di stress. Per quanto riguarda i denti, non sarei preoccupato: non si romperanno per il digrignamento, si usureranno così come è fisiologico accada. Il più delle volte in età pediatrica questi fenomeni, così come compaiono, nel tempo scompaiono.”.

Per approfondire il tema della salute dei denti e dell’ortodonzia può scaricare gratuitamente la Guida del Sorriso (scarica qui).

Per un consulto acceda alla pagina di ricerca degli Specialisti in Ortodonzia di ASIO.

Bruxismo, cosa fare?

Abbiamo già affrontato il tema del bruxismo in adulti e bambini. Una buona occasione per tornare sull’argomento la offre la domanda di un visitatore del sito specialistidelsorriso.it, che ci sottopone un caso clinico pratico.

Ho problemi di bruxismo molto accentuati ed ora mi ritrovo con una dentatura molto consumata, perfino nella zona dei denti superiori. Dovrei rifare tutta la dentatura? Mi vergogno a sorridere a bocca ‘piena’ e tento sempre di farlo a bocca chiusa. Cosa posso fare e a chi mi devo rivolgere? Grazie”.

Marilena

Risponde lo Specialista ASIO:

Il bruxismo è una disfunzione di origine multifattoriale con iperattività notturna dei muscoli masticatori che può portare all’usura anche totale della dentatura. Prima di tutto va effettuata una accurata diagnosi differenziale del caso in modo da poter identificare il trattamento più idoneo per risolvere il caso.

Uno specialista in ortodonzia ASIO potrà adeguatamente aiutarla  a questo scopo.”

Per approfondire il tema della salute dei denti e dell’ortodonzia può scaricare gratuitamente la Guida del Sorriso (scarica qui).

Per un consulto acceda alla pagina di ricerca degli Specialisti in Ortodonzia di ASIO.

Mal di testa: e se la causa fossero i denti?

mal di testaA volte soffriamo di mal di testa per giorni e non riusciamo a spiegarci il motivo.
È bene allora sapere che questo può dipendere dai denti, più precisamente da una loro cattiva occlusione, da un dente del giudizio mal posto, da otturazioni mal eseguite o ancora da protesi mal confezionate.
In particolare le vittime più colpite dalla cosiddetta cefalea mattutina sono coloro che soffrono di bruxismo, un fenomeno estremamente frequente in età adulta e che consiste nel digrignamento dei denti con conseguente usura continua e mancata corrispondenza delle arcate.  Questa attività parafunzionale, cioè non finalizzata ad alcuna attività fisiologica, si manifesta prevalentemente durante la notte quando invece i muscoli dovrebbero riposare. In questo modo si affaticano e diventano dolenti provocando mal di testa al risveglio.Continue reading

Il bruxismo: ansia e stress le cause

Uomo addormentato Fa un po’ sorridere l’articolo dell’autorevole rivista britannica Guardian, in cui Denis Campbell, Health Correspondent, individua un rapporto di causa-effetto tra un aumento del 10-20% dei casi di bruxismo tra il 2009 e l’inizio del 2010 e la crisi economica mondiale, con lo stress ed i ritmi di vita frenetici ed ansiogeni ad essa connessi.
Ma l’articolo si basa su elementi reali, dato che il bruxismo è una patologia strettamente connessa a situazioni di tensione, ansia e ad abitudini stressanti derivanti dal proprio stile di vita, e che possono riguardare soggetti di età differenti, dai bambini agli anziani.
Un disturbo spesso sottovalutato, che a volte viene  individuato dopo molto tempo, magari quando il paziente si sottopone ad una visita dall’ortodontista.
Chi soffre di bruxismo lo può capire dal fatto che il suo smalto presenta abrasioni, o i denti sono scheggiati o addirittura microfratturati. Si possono riscontrare inoltre difficoltà ad aprire la bocca ed un aumento della sensibilità al caldo e al freddo.
È comunque una patologia da non sottovalutare, dato che è il terzo disturbo più frequente durante il sonno, subito dopo sonniloquio e russamento, e che quindi alla lunga può influenzare il benessere psico-fisico di chi ne soffre.

Vuoi saperne di più sul bruxismo e conoscere le possibili cure che l’ortodonzia propone per questa patologia?

Scarica gratuitamente la Guida del Sorriso (download) a cura degli Specialisti in Ortodonzia.

Cos’è il bruxismo e come può aiutarci l’ortodontista

La parola bruxismo può non esserci familiare, ma descrive un fenomeno piuttosto comune che ognuno di noi può aver provato almeno una volta: quello di “serrare o digrignare i denti” quando sottoposti a situazioni di tensione o in condizioni di stress.

Questo disturbo abbastanza diffuso (coinvolgerebbe tra il 5 ed il 20%  degli italiani) avviene in maniera inconsapevole sia durante il giorno che nelle prime fasi del sonno. Può essere causato da fattori genetici, malformazioni mandibolari e problemi di malocclusione, ma può anche fare da spia a disturbi psicopatologici come stress, tensione emotiva, aggressività.
Le conseguenze del bruxismo spaziano dall’usura della superficie masticatoria dei denti (condizione che spesso fa capire all’ortodontista che il paziente ne è affetto) e dalla perdita di smalto a fratture, perdite dentali e dolori dell’articolazione temporo-mandibolare, che spesso causa cefalea.

Per il momento non esiste un trattamento specifico per risolvere questo problema. L’ortodontista può però aiutarci a proteggere i nostri denti con un bite (o byte) dentale, un apparecchio mobile da applicare quando si è sottoposti a stress o durante la notte, e che viene personalizzato sul calco delle arcate dentarie. Esistono in commercio anche bite di dimensioni standard da sciogliere in acqua calda e modellare sui denti, ma bisogna tener presente che possono provocare l’insorgere di altri problemi come l’irritazione delle gengive dovuta ad un suo non completo aderimento.

• Le “inchieste dello specialista del sorriso“: guarda il videoCos’è il bruxismo

Il pediatra e l’ortodontista per una bocca sana del bambino

bambino pediatra prevenzioneIl pediatra è  un punto di riferimento molto importante per tutte le mamme nei primi anni di vita dei loro figli. Segue gli sviluppi psico-fisici dei bambini, ne monitora la crescita, incoraggiando i genitori. Ma il suo ruolo acquisterebbe un valore ancora maggiore se, per quanto riguarda la salute dei denti dei bambini, lavorasse in sinergia con l’ortodontista.
Non è detto infatti che i due professionisti intervengano con le cure in momenti differenti della vita del bambino, o che eseguano diagnosi in conflitto tra loro, o ancora, che suggeriscano cure contrastanti.
Un esempio pratico: se il vostro pediatra nota che il bambino respira con la bocca aperta, potrebbe ipotizzare che abbia il setto nasale deviato, una rinite, o che semplicemente siano presenti alcuni sintomi da raffreddamento in corso. Ma potrebbe lavorare in maniera propositiva se suggerisse di contattare anche un ortodontista, che avrebbe così la possibilità di effettuare la propria diagnosi. Potrebbe essere che il bambino presenti una malocclusione, che potrebbe in questo caso essere diagnosticata e curata in tempo, senza doverlo costringere ad iniziare un trattamento ortodontico in età adolescenziale. Inoltre, l’ortodontista potrebbe risolvere problematiche che, se trascurate, diventano più intense col passare degli anni, come il bruxismo.
E quando la collaborazione tra medici si fa difficile, magari perché i piccoli pazienti sono tanti, la mamma può essere un tramite efficiente tra i due medici. E, prendendo l’iniziativa, può chiedere al pediatra se conosce un bravo ortodontista.