Morso crociato, come valutare il trattamento adeguato?

Sono la mamma di una bimba di 7 anni con morso crociato laterale, per due anni è stata curata per carie ed ha eseguito le sigillature mentre per il morso crociato l’ortodontista mi ha fatto attendere la crescita dei sesti. Ora mi è stato proposto (finalmente) di mettere l’apparecchio (quad helix ) ma poichè documentandomi su internet avevo molti dubbi ho abbandonato il primo dentista e mi sono rivolta ad altri 2 specialisti.

Premetto che il morso crociato in questi due anni è molto peggiorato e l’espansione dovrà essere di circa 6/7 millimetri. Appurato che è necessario l’espansore, l’approccio dei due specialisti è molto diverso: uno mi propone un espansore da applicare ai denti da latte con una pausa di circa due mesi per poi riprendere i giri necessari e l’apparecchio dovrà essere mantenuto per un anno circa; l’altro deve fare ancora i calcoli ma probabilmente propone un espansore da applicare ai sesti, dopo circa 2 o 3 mesi toglie l’espansore e mette un apparecchio meno ingombrante con due gancetti e solo arco per circa un anno. Nel caso l’espansione fosse di 7 millimetri farà l’espansione massima all’inizio e il rimanente dopo 6 mesi. Dopo toglierà comunque l’espansore per applicare l’apparecchio più leggero con solo l’arco. Sono molto confusa e chiedevo quindi un aiuto per fare la valutazione giusta o perlomeno consapevole dei pro e contro. 

> Risponde lo Specialista in Ortodonzia ASIO

E’ molto difficile dare consigli terapeutici senza aver la possibilità di visitare il paziente, perchè sono molti i fattori che possono spostare la decisione verso un’apparecchitura piuttosto che un’altra: tra questi un’accurata diagnosi scheletrica che ci porterà ad una previsione di crescita, l’età, lo stato della dentizione, la presenza di problemi legati alla deglutizione, il grado di collaborazione del paziente, ecc..

L’espansione dell’arcata superiore può avvenire sia in presenza di dentizione permanente (6′ / 6′ e 4′) che utilizzando come ancoraggio per l’apparecchiatura i molari decidui (ultimo dente prima dei 6′ permanenti): in questo ultimo caso la decisione è legata all’età del paziente e ad una valutazione radiografica dello stato delle radici dl molarino deciduo da utilizzare come ancoraggio per l’apparecchiatura.

Se l’espansione da effettuare necessita di incremento del diametro trasverso dell’arcata superiore (espansione ortopedica) questa deve avvenire in modo rapido.

L’espansione, attuata mediante il disgiuntore rapido del palato, prevedere l’apertura della sutura mediana del mascellare superiore utilizzando l’ancoraggio dentale come mezzo per trasmettere la forza dalla vite dell’apparecchiatura alla sutura mediana del palato. A questa fase di espansione attiva deve seguire quella di stabilizzazione, per permettere l’ossificazione della sutura che è stata aperta dal disgiuntore: la durata della stabilizzazione può variare dai 6 ai 12 mesi.

Il nostro consiglio, comunque è quello di rivolgeri sempre ad uno Specialista in Ortodonzia che, dopo una accurata visita e la raccolta delle analisi di studio necessarie, le prospetti un piano di trattamento individualizzato.

Morso aperto: cura ortodontica o logopedia?

La ma bambina di 7 anni ha il morso aperto. Non so se convenga prima un espansore o una terapia logopedica.

> Risponde lo Specialista Asio.

La presenza di un morso aperto nella maggior parte dei casi è associato a patologie della deglutizione in associazione a problematiche strutturali come il morso crociato laterale.

L’atto della deglutizione è molto complesso e viene ad interessare molte strutture sia muscolari che scheletriche e richiede un importante coordinamento delle stesse affinché possa avvenire con la corretta successione degli eventi che lo compongono (fase orale o volontaria, fase faringea e fase esofagea).

Il morso aperto deve quindi essere intercettato e curato sia da un punto di vista del coordinamento e della corretta esecuzione delle varie fasi che da un punto di vista strutturale.

Nella maggior parte dei casi si inizia con una prima fase di terapia foniatrica che imposterà una serie di esercizi di logopedia che avranno lo scopo di insegnare al paziente ad effettuare correttamente l’atto della deglutizione. In una seconda fase, quando i meccanismi sono assimilati, si passerà alla terapia ortodontica per le necessarie correzioni sia ortopediche che dentali, per poi proseguire con verifiche della corretta acquisizione dei meccanismi deglutitori sino al completo automatismo degli stessi, tornando sotto il controllo del foniatra e della logopedista.

Si deve sempre tener presente che per impostare una terapia è sempre necessario formulare una corretta diagnosi per cui il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno Specialista in Ortodonzia che, dopo una accurata visita, possa programmare la corretta successione delle fasi terapeutiche e verificarne l’effettiva riuscita.