Più delle pillole, cura una buona risata!

Questa è in sintesi la filosofia della gelotologia, disciplina che utilizza la risata, il pensiero positivo e il buonumore come terapia curativa.
I medici clown, ispirati da Hunter ‘Patch’ Adams, ne sono la dimostrazione più lampante. Ed infatti il ricovero ospedaliero di bambini affetti da patologie anche serie risulta più efficace  con questo aiuto, perché a volte riduce i tempi di permanenza presso la struttura,  dato che chi è malato non ha bisogno solamente di pillole per guarire.

Molti malati entrano in un circolo fatto di sofferenza, tristezza  e paura che peggiora il loro stato complessivo. Per stare bene il malato dovrebbe invece sforzarsi di collaborare   e di ricercare occasioni di benessere,anche attraverso l’esercizio della risata che, anche se non spontanea “inganna” l’organismo, che nonostante il male comincia a produrre ormoni della felicità.

La risata infatti scuote tutto il corpo come una scossa elettrica, avvicina le persone, aiuta la comunicazione e il dialogo. La risata attenua gli ormoni prodotti dallo stress negativo e stimola le difese immunitarie. Ma com’è possibile rieducare il fisico al sorriso?

Un vero ‘mago’ della risata è il medico indiano Madan Kataria che ha Londra ha fondato l’International Laughter Club,  che basa il suo lavoro sulla ‘risata di gruppo’.  Il club della risata è un luogo dove si svolgono vere e proprie sessioni di risate. Le risate unite alle  tecniche di respirazione yogica tipiche dello Yoga PRANAYAMA, stimolano la creazione di endorfine e innescano benefici a cascata sia dal punto di vista fisico che emotivo, spirituale e mentale. I benefici della risata ‘provocata’ risulterebbero gli stessi della risata spontanea, e ciò rende possibile “allenarsi” al sorriso, per poi recuperarlo nella vita quotidiana.Continue reading

Lo Scardovia Wiggsiae, l’agenesia e l’igiene orale dei bambini

battere-analisiI ricercatori del Forsyth Institute di Cambridge (Mariland, Usa) hanno fatto una scoperta significativa sulla natura delle carie precoci infantili, che interessano i bambini entro i primi 6 anni di vita.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Microbiology, ha evidenziato come sia il battere Scardovia Wiggsiae a favorire il processo carioso nei bambini prima dei 6 anni. Lo studio ha valutato la composizione batterica di 40 bambini senza carie di 40 bambini con carie precoce ed ha individuato nello Scardovia Wiggsiae l’agente patogeno carioso.

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Sorridi, che ti fa bene!

sorridere fa beneSappiamo che sorridere migliora la giornata, e ne abbiamo le prove in tutte le occasioni in cui una risata a cuor leggero ci mette di buon umore. Tenere per molto tempo il broncio impegnerebbe una quantità maggiore di muscoli rispetto a quelli che formano un sorriso, anche se sembra poco importante. È in aumento tra le persone il pessimismo, ma soprattutto l’incapacità di sorridere e di vivere con autoironia: mediamente, infatti, si ride non più di 15 minuti al giorno.
L’ottimismo aiuta il corpo e la mente a stare bene, come dimostrato da molti studi scientifici, che evidenziano una stretta relazione tra gli eventi della vita, uno stato psicofisico depresso e triste, e la facilità ad ammalarsi.
Nel recente studio pubblicato da Biological Psychology, il dott. Gonzalez ed i suoi colleghi mettono in rapporto i tratti della personalità e la tipologia delle risposte immunitarie, soprattutto quelle che si collegano ai linfociti T, coinvolti nel combattimenti dei più comuni virus.

Tuttavia, non serve essere ammalati per capire quanto bene fa ridere: dopo una risata aumenta l’ossigenazione del sangue, si velocizza il ricambio dell’aria nei polmoni, si producono più anticorpi, si migliora il tono muscolare addominale ed il sistema immunitario. Anche la mente ne beneficia, dato che una risata dissipa lo stress e migliora la propria autostima.
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Kit sbiancanti fai da te: un proposta allettante, ma efficace?

sbiancamentoSpingendo il carrello nella corsia del supermercato dedicata alla parafarmacia, è facile cedere al richiamo di kit e trattamenti per sbiancare i denti fai da te, che promettono denti bianchi senza sforzi. In questa maniera non serve ricorrere ad una seduta dal dentista, impiegando tempo, risorse e pazienza in un’operazione che non sempre risulta piacevole.
Bisogna sapere però che non tutti i prodotti in commercio garantiscono un buon risultato, come le pubblicità vorrebbero far credere, e che a volte i rischi a cui si espone la propria bocca superano i risultati che si vorrebbe ottenere.

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Ortodontista? Meglio: specialista in ortodonzia

ASIOAsio, Associazione Italiana Specialisti in Ortodonzia, riunisce i migliori specialisti presenti  sul territorio nazionale.

Uno specialista in ortodonzia si occupa della diagnosi, della prevenzione e del trattamento delle irregolarità dentali e facciali.

Per diventare specialista in ortodonzia, dopo la scuola secondaria superiore è necessario frequentare per 5 anni il corso di laurea specialistica in Odontoiatria e protesi dentaria presso la facoltà di Medicina e Chirurgia e successivamente per 3 anni la scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia in una delle 19 Scuole Italiane.

Solo una piccola percentuale di dentisti si specializza in ortodonzia: il valore aggiunto dell’ortodontista sta proprio nella sua specializzazione.

Un percorso formativo di 3 anni dopo la laurea presso le migliori scuole italiane di Ortodonzia, assicura allo specialista massima professionalità e competenza in tema di problemi di allineamento dentale e malocclusioni.

Attraverso questa preparazione lo specialista acquisisce tutte le capacità necessarie per muovere i denti e guidare lo sviluppo cranio-facciale.

Non tutti sanno esattamente chi è lo specialista in ortodonzia, come dimostra la simpatica indagine del video in calce.

Scegli lo specialista giusto, l’ortodontista.

specialisti-ortodonziaDi fronte ad un problema il miglior modo di affrontarlo è cercare la miglior soluzione, non accontentandosi del primo rimedio disponibile.
Se ad esempio abbiamo problemi all’udito prenotiamo una visita dall’otorino, se non ci vediamo bene contattiamo un oculista.
E  se il problema è il nostro sorriso, a chi dobbiamo rivolgerci?

La risposta corretta è: allo specialista in ortodonzia.

L’ortodontista è uno specialista qualificato, che ha seguito un percorso di studi specifico per affrontare tutte le problematiche legate al sorriso nell’età infantile, evolutiva ed adulta. Risolve i problemi specifici legati all’allineamento dei denti, o ai casi in cui i pazienti abbiano difficoltà a chiudere la bocca (malocclusione dentale).
Queste terapie richiedono però una diagnosi specifica, basata su calchi in gesso delle arcate dentarie del paziente e su mirate radiografie. Una volta definita l’anomalia, segue il piano di trattamento che traccia il percorso da seguire per riportare la situazione dentale alla norma clinica. Infine, l’ortodontista stabilisce una terapia, scegliendo l’apparecchio ortodontico più indicato per la situazione.
Seguendo questo procedimento, egli può armonizzare l’allineamento dei nostri denti, conseguire accomodamenti occlusali, o accompagnare la crescita dello scheletro del paziente in età evolutiva.
Se il nostro problema è il sorriso, scegliamo allora di affidarci all’ortodontista come specialista di riferimento.