L’hi-tech sposa la sicurezza con le radiografie ortodontiche

Forse non ci si fa molto caso, ma la tecnologia è parte integrande del lavoro dell’ortodontista. È il caso delle radiografie usate come importante strumento in fase di diagnosi e che permettono, quindi, di formulare con più precisione un’adeguata terapia ortodontica.

Per capire come funzionano le radiografie bisogna andare all’origine, cioè al fondo naturale di radiazioni che è l’insieme delle radiazioni ionizzanti che provengono da sorgenti naturali, al suolo ed ad una altitudine media.La radioattività naturale in Italia viene calcolata in 3 millisievert. (ARPA Valle d’Aosta 2010). L’unità di misura della dose di radiazione è il Sievert, i sottomultipli sono i millisievert (1 Sv = 1000 mSv) e i microsievert (1mSv= 1000uSv).

In caso di esposizione radiologica, la dose di raggi riferita ad una radiografia odontoiatrica è notevolmente diminuita negli anni, grazie agli apparecchi di ultima generazione che permettono immagini definite e nette a bassa emissione di raggi a tal punto che l’esposizione alle tipiche radiografie di interesse ortodontico (ortopanoramica e laterale del cranio) necessarie per l’elaborazione del piano di trattamento comportano un’esposizione di 0,035 mSv. Continue reading