Il bite dentale: l’ortodontista ti aiuta a sceglierlo

bite per i bambini che fanno sportIl primo bite per i denti dev’essere scelto con attenzione, per permettere all’atleta di familiarizzare con questo strumento in modo sereno.
Soprattutto gli atleti più piccoli, infatti, possono manifestare scetticismo o rifiuto nei confronti di questo strumento, che sentono come innaturale e che associano magari ad atteggiamenti molto protettivi da parte di genitori e allenatore.
Può aiutare all’adattamento al bite o byte per i denti il fatto che esso sia poco ingombrante in bocca, e quindi della misura giusta, che risulti facile da applicare e togliere anche dopo che lo si porta per un periodo di tempo prolungato (come ad esempio un lungo allenamento), che al tatto con i denti sia stabile e che non si stacchi dall’arcata.

Non è da trascurare il fatto che il bite non deve irritare le gengive o la mucosa della bocca: attenzione quindi a controllare che i bordi siano arrotondati e che la superficie esterna ed interna sia ben liscia, per evitare dannosi sfregamenti con queste zone della bocca.

Continue reading

Se il dente da latte cade troppo presto..

Specialisti del SorrisoA volte può capitare che i denti da latte cadano troppo presto, magari per l’urto con una superficie dura.

Dato che la dentizione permanente ha luogo dai sei anni in su, il “buco” tra dentino e dentino può risultare fastidioso. È quello che ha pensato anche Daniela, che ha posto la seguente domanda agli Specialisti del Sorriso (specialistidelsorriso.it):

“Il mio bambino di un anno e mezzo è caduto ed il dentino davanti in alto a sinistra è completamente caduto fin dalla radice, è vero che non si può fare niente? Devo per forza aspettare che cresca quello definitivo?”

Daniela

Continue reading

Cade il dente da latte… e poi?

Specialisti del SorrisoStiamo affrontando in questi ultimi interventi il tema delle agenesie, dal greco A= privo e genesis=nascita, cioè la mancanza del dente permanente dalla nascita.
Può infatti accadere che alla perdita di un dente deciduo non segua l’eruzione del dente permanente.
A volte però il processo di sostituzione dei denti non avviene in maniera semplice e lineare. Ce lo dimostra l’intervento di un utente che si è rivolto agli Specialisti in Ortodonzia (specialistidelsorriso.it) con la seguente domanda:

“Il mio bambino ha perso un dente da latte ma, dopo un anno, non è ancora spuntato  quello permanente. Mio figlio ha 12 anni. Cosa devo fare?”

Rosapia

Risponde lo Specialista ASIO:

“Non è normale che dalla caduta di un dente deciduo passino 12 mesi senza che il relativo permanente si presenti in arcata. I motivi possono essere i più disparati: si va dalla mancanza di spazio adeguato fino all’inclusione, passando per l’agenesia dentale. Per questo motivo il primo passo da fare è consultare uno Specialista in Ortodonzia ASIO che possa fare la corretta diagnosi. Una radiografia spesso può essere l’esame dirimente.”.

Una visita dallo specialista in ortodonzia può sanare eventuali dubbi sulla presenza di un dente permanente.
L’eruzione può essere ritardata per mancanza di spazio, e in quel caso lo specialista vi consiglierà il trattamento adeguato. Oppure, l’eruzione può essere ritardata perché manca il dente permanente (agenesia).
In quel caso il dente deciduo assumerà un’importanza diversa dal solito e sarà sempre lo specialista in ortodonzia ad orientarvi sulle eventuali possibili soluzioni al problema dell’agenesia.

Per approfondire il tema della salute dei denti e dell’ortodonzia può scaricare gratuitamente la Guida del Sorriso (scarica qui).

Per un consulto acceda alla pagina di ricerca degli Specialisti in Ortodonzia di ASIO.

Bruxismo: un problema che colpisce anche i bambini piccoli

Quando a digrignare i denti sono i bambini in tenera età, la preoccupazione dei genitori sale: come mai infatti un bambino dovrebbe soffrire di bruxismo, fenomeno che spesso si ricollega a stress e tensioni, atipiche nella fase dell’infanzia?
È ciò che si è chiesta anche Lucia, che si è rivolta agli specialisti del sorriso (specialistidelsorriso.it) con questo quesito:

“E’ da circa due settimane che mia figlia, nata il 28/09/2008 quando è in braccio digrigna i denti. A volte si sente il rumore dei denti che si sfregano tra loro, e ho paura che tra qualche giorno arrivi a romperli. Cosa posso fare?”

Lucia

Risponde lo Specialista ASIO:

“E’ molto difficile dare una risposta adeguata ad un quesito di questo genere. Quindi questa è una diagnosi che può essere fatta solo dopo una visita medica ed un’attenta valutazione da parte di uno Specialista in Ortodonzia ASIO. Il bruxismo dipende da una ipereccitazione del sistema neurovegetativo, che dopo aver accumulato un “eccesso” di energia la “scarica” sul sistema masticatorio. Un’attività neuromuscolare alterata in un bambino può essere causata da una miriade di fattori, che vanno da una infestazione di ossiuri fino ad un eccesso di stress. Per quanto riguarda i denti, non sarei preoccupato: non si romperanno per il digrignamento, si usureranno così come è fisiologico accada. Il più delle volte in età pediatrica questi fenomeni, così come compaiono, nel tempo scompaiono.”.

Per approfondire il tema della salute dei denti e dell’ortodonzia può scaricare gratuitamente la Guida del Sorriso (scarica qui).

Per un consulto acceda alla pagina di ricerca degli Specialisti in Ortodonzia di ASIO.

Denti da latte: attenzione a come spuntano!

bimba denti latteAnche se alla nascita i denti non sono generalmente visibili, in realtà il processo di formazione dentale ha inizio sin dalle primissime settimane di vita dell’embrione.
L’eruzione dei denti avviene poi in due cicli:
• una prima dentizione decidua o da latte, con 20 denti (10 sopra e 10 sotto)
• una seconda dentizione permanente, con 32 denti
E’ importante sapere che ogni bambino ha tempi differenti, anche se è comunque possibile identificare una cronologia standard.
I denti da latte, che attorno ai 6 anni lasciano il posto a quelli permanenti, spuntano generalmente secondo questi tempi:

· 6-8 mesi: incisivi mediani inferiori
· 8-10 mesi: incisivi mediani superiori
· 9-12 mesi: incisivi laterali superiori
· 10-13 mesi: incisivi laterali inferiori
· 12-18 mesi: primi molari inferiori e superiori
· 16-24 mesi: canini inferiori e superiori
· 24-30 mesi: secondi molari inferiori e superiori

Continue reading

Denti storti nei bambini: attenzione a ciuccio e biberon

Biberon e ciuccioL’autorevole rivista “Archives of Disease in Childhood” ha pubblicato un interessante studio condotto da un team di ricercatori italiani, che ritiene l’uso del biberon e del ciuccio oltre i primi mesi di vita il principale fattore di rischio per lo sviluppo di denti storti nei bambini.

Molti genitori consento ai loro piccoli di continuare ad utilizzare ciuccio e biberon fino ai 3-5 anni di vita, contrariamente a quanto consigliato dall’ortodontista. Questo accade perché comunemente si pensa che se i denti da latte sono storti non necessariamente quelli che cresceranno successivamente saranno irregolari. In realtà, lo studio ha evidenziato come i bambini che succhiano ciuccio e biberon per tanto tempo hanno il doppio delle probabilità di sviluppare una dentatura da latte irregolare, che pregiudica il corretto allineamento di quella definitiva.
Nel caso in cui però, nel primo anno di vita i bambini sono stati allattati naturalmente la probabilità di avere denti storti diminuisce, poiché i muscoli implicati nella suzione del capezzolo promuovono un corretto sviluppo del palato e quindi della dentatura, a differenza di quelli utilizzati nel succhiare le tettarelle di lattice. I dati raccolti su un gruppo di 130 bambini di età compresa tra i tre e cinque anni confermano questa tesi, dato che nell’ottantanove per cento dei casi a coloro che hanno usato il ciuccio per un lungo periodo di tempo è stata riscontrata una dentatura da latte irregolare.

Denti sani e forti fin da piccoli, con l’utilizzo giudizioso di ciuccio e biberon nei primi anni di vita e i consigli del proprio ortodontista.

Scarica gratuitamente la Guida del Sorriso (download), a cura degli Specialisti in Ortodonzia.

Il paradenti ortodontico è una buona protezione per i bambini che praticano sport

Il paradenti non è  uno strumento ortodontico pensato esclusivamente per i pazienti che portano già un apparecchio: può essere molto utile anche per bambini e ragazzi che praticano sport, sia di contatto come rugby o calcioparadenti sport bambini, sia di non-contatto come sci o ciclismo.
 Il paradenti è uno strumento protettivo (simile al byte o bite) che aiuta l’atleta ad avere una migliore postura nel campo da gioco, diminuendo lo stress muscolare cranio-cervicale. Inoltre migliora il rendimento, dato che aiuta il sistema muscolare della testa e del collo, che durante la gara  atletica è sotto massimo sforzo, a diminuire gli impulsi negativi che riceve.
Ma ha soprattutto una funzione preventiva poiché protegge i denti e la cavità orale da traumi diretti o indiretti.
Infatti è stato provato come i traumi dentali siano molto comuni nello sport, e che coinvolgano per l’83%  dei casi gli incisivi. E, secondo una ricerca Oral B, ogni anno gli sportivi subiscono oltre 200.000 lesioni alla bocca e alle mascelle.
Il paradenti può  prevenire lesioni come commozioni ed emorragie cerebrali, ma anche la perdita di coscienza, e le fratture mascellari o le lesioni al collo che possono accadere se la mandibola preme violentemente contro la mascella. E, dato che il paradenti ha il pregio di separare il tessuto molle della cavità orale dai denti, previene lacerazioni ed ecchimosi a labbra e a guance, ma anche incisivi fratturati, labbra tagliate.
È importante che il paradenti venga fatto su misura per la bocca del vostro bambino, modellandolo sul calco delle sue arcate dentali. Un ottimo motivo per contattare il vostro ortodontista di fiducia e farvi consigliare.

Praticare sport con l’apparecchio fisso

byte o biteDurante un trattamento ortodontico è possibile praticare sport?
Sì, oggi è possibile fare qualsiasi tipo di sport.
Nel caso si tratti di sport di contatto fisico come il rugby, il karate o la boxe, si raccomanda però di utilizzare le opportune protezioni: i paradenti.
Indossare un’apposita protezione per la bocca è consigliato anche in altri sport che potrebbero provocare delle cadute, come ad esempio andare in bicicletta, sullo skate o sciare. In tutti questi casi è meglio infatti indossare una maschera di protezione per i denti;  questa maschera, detta anche “byte” (o “bite”) o “paradenti”, eviterà che un colpo in bocca oppure una caduta possano far male o, peggio, provocare dei danni.
Il byte è una protezione di gomma che può essere fissata sopra l’apparecchio e che potrà dunque essere realizzata direttamente dall’ortodontista di fiducia. È uno strumento altamente personalizzato e, proprio per questo, garantisce una protezione completa in ogni occasione di stress e tensione sportiva. Lo spessore del byte crea un allungamento della muscolatura, con conseguente diminuzione delle forze masticatorie, e quindi della tensione muscolare… quasi come  fare stretching!
Una soluzione alternativa e meno onerosa a livello di spesa è quella di acquistare un paradenti in un negozio di articoli sportivi: il paradenti potrà essere ammorbidito in acqua calda e poi modellato sull’apparecchio ortodontico.
Il paradenti però, per essere veramente utile, deve essere confezionato su misura con particolari accorgimenti tecnici secondo la disciplina sportiva per cui viene consigliato: un paradenti da boxe è diverso da un paradenti per il rugby o per lo sci. Solo in questo modo si potrà avere un’azione protettiva e preventiva, essendo stato confezionato su misura e atto a smorzare il trauma che si avrà in quella particolare disciplina.
Entrambi questi dispositivi non sono solo utili per proteggere i denti da colpi o cadute nel caso lo sportivo porti un apparecchio ortodontico: possono essere un valido strumento di protezione per denti già dritti e sani, ma che vogliono restare tali. L’importante è che qualsiasi soluzione si scelga possa adattarsi alla struttura della propria bocca.

La tettarella ortodontica protegge i neonati da malocclusioni

succhiotto e prevenzione malocclusioniAbbiamo visto quali sono i motivi che suggeriscono di sottoporre i bambini ad una visita di controllo presso un ortodontista (“Tutti i motivi per visitare un ortodontista fin dalla prima infanzia“).

Anche nella fase neonatale servono le prime attenzioni. Per i neonati, si sa, il passaggio dal capezzolo alla tettarella può essere difficile. Quando provano il biberon per la prima volta a volte non prendono il latte, e ciò si spiega col fatto che hanno perso la capacità di suzione dopo un lungo periodo passato a nutrirsi dal seno materno.
Questo disturbo ha delle conseguenze sulla salute dei denti dei bambini e non deve essere sottovalutato, perché lasciare che il neonato si nutra per troppo tempo dal seno può fargli sviluppare cattive abitudini nell’uso dei muscoli con conseguenti malocclusioni.

Si può ricorrere perciò alla tettarella ortodontica, studiata per proteggere lo sviluppo dentale del bambino, e abituarlo a succhiare autonomamente.

Il succhiotto ortodontico può essere in lattice o silicone, basta che non danneggi la pelle del viso e la faccia arrossare.

Questo particolare biberon è indicato in varie situazioni: può accompagnare il bambino fino all’ora della nanna, perché la sua forma gli consente di essere infilato sotto il viso quando il sonno arriva inaspettato, ed è utile nelle fasi di transizione tra il nutrimento dal seno al biberon e viceversa, dato che limita il trauma che questo cambiamento comporta.Continue reading

Tutti i motivi per visitare un ortodontista fin dalla prima infanzia

apparecchio ortodontico per bambiniFin dalla fase di passaggio dai denti da latte a quelli definitivi, cioè verso i sei/sette anni di età, è opportuno effettuare un primo controllo ortodontico: è in questa fase infatti che si riesce ad individuare la presenza di possibili problemi e se è necessario provvedere ad un trattamento ortodontico.
Quali sono i primi segnali d’allarme?

Fin dai 6-7 anni di età nei bambini possono manifestarsi sintomi che possono rendere necessario un tempestivo controllo, oltre che del pediatra, anche da parte dell’ortodontista e, successivamente, l’eventuale applicazione di un apparecchio ortodontico.

Alcuni sintomi sono evidenti già nella primissima infanzia e possono essere osservati anche durante una visita pediatrica; tra questi, denti da latte che tardano a cadere o che sono caduti troppo presto, il succhiarsi il dito frequentemente, una respirazione a bocca aperta o per il naso, denti erotti in una posizione sbagliata oppure che non riescono ad erompere.
Altri sintomi che rendono necessario l’utilizzo di un apparecchio ortodontico nei bambini possono essere di natura solo apparentemente estetica, come una disposizione irregolare dei denti, che si presentano spostati, più lunghi o più corti, consumati o anche la presenza di uno spazio molto ampio fra i denti.Continue reading