Consigli per i genitori: le cose da non dire a tu* figli* per la prima visita odontoiatrica

Il ruolo dei genitori è sempre cruciale nell’approccio e nella crescita dei bambini.

Anche l’approccio al dentista non fa eccezione a questa regola. Diremmo, anzi, che proprio i genitori giocano un ruolo chiave nell’attitudine alla salute orale e ancor meglio nell’avvicinamento al dentista e alla terapia ortodontica.

Come spesso abbiamo ripetuto, la terapia ortodontica ha successo per diversi fattori: tra questi riconosciamo la compliance, ovvero la partecipazione proattiva e collaborativa del paziente, ma anche dei genitori.

In questa ottica, la comunicazione espressa dai genitori è un elemento di attenzione, al fine di motivare il proprio figlio al trattamento e seguirlo nel tempo.

Abbiamo, quindi, stilato alcune espressioni e locuzioni verbali che consigliamo ai genitori di NON utilizzare se vogliamo mantenere alto il livello proattivo e motivazionale del paziente.

Queste le espressioni più comuni da EVITARE:

E’ per il tuo bene. Questa frase è in realtà poco efficace, poiché non si basa sulla comprensione dello stato d’animo del piccolo paziente, quanto sulla necessità della cura, e viene interpretato come una forzatura. Meglio fermarsi a comprendere COME si sente tu* figli* e aiutarlo nel percorso con più serenità, dopo aver ascoltato le sue emozioni;

E’ un trattamento che ha una spesa – oppure – ti abbiamo fatto fare una terapia che ha un impegno e un costo… Per quanto queste parole abbiano una verità insita, non è il sacrificio che motiva i piccoli pazienti, anzi. La collaborazione che ne deriva è basata più su un senso di colpa che su una reale comprensione dell’efficacia del trattamento.

Se non vuoi continuare, smontiamo l’apparecchio e ti arrangi. Una frase che può essere dettata dalla frustrazione e dalla difficoltà. Certamente un trattamento non può essere imposto, ma va spiegato con parole semplici e comprensibili, affinché i piccoli pazienti possano capirne il senso.

Spesso il “quitting”, cioè l’abbandono del trattamento è dettato dalla incapacità del piccolo paziente di gestire emozioni e abitudini variate derivanti dal trattamento stesso.

Pertanto, la prima cosa da fare è assicurarsi, insieme allo Specialista del Sorriso, di avere chiara la sostenibilità del trattamento durante la quotidianità del piccolo paziente.

Solo allora sarà possibile per i genitori aiutare il proprio figlio/figlia a:

  • Mantenere una igiene orale corretta, magari attivando rituali insieme che regalino anche un beneficio di tempo di qualità alla relazione genitore-bambin*;
  • Aiutare tu* figli* a evitare cibi che rendano difficile gestire un apparecchio e spostare la sua attenzione su quelli che invece può concedersi;
  • Controllare, senza pressare, che l’apparecchio venga indossato, soprattutto in caso di terapie funzionali mobili, dove è richiesta una maggiore partecipazione del paziente nella terapia.

Per avere maggiori dettagli sull’approccio con tu* figli* ti ricordiamo di rivolgerti al tuo Specialista del Sorriso nella tua provincia di pertinenza.

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La sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno.

Il nome più comune di questa sindrome è OSAS, che è l’acronimo inglese della c.d. Sindrome da Apnea Ostruttiva del Sonno, i cui sintomi possono essere osservati già in età pediatrica.

Perché è così importante?

La sindrome OSAS può avere effetti avversi importanti sulla salute generale, sullo stile di vita e sulle funzioni vitali di adulti e dei piccoli pazienti.

Come si manifesta?

La sindrome OSAS è spesso causata da una serie di condizioni e abitudini, nonché di disarmonie anatomiche.

In genere chi è affetto da questa sindrome, durante il sonno ha molti periodi in cui il respiro si ferma per alcuni secondi, talvolta anche per 10 secondi o più.

E’ riscontrato nella maggioranza dei casi, che il soggetto si svegli poco dopo l’episodio di interruzione della respirazione per ricominciare a respirare e che raramente ricorda le volte in cui si è svegliato.

E’ altresì possibile, che ci siano casi in cui la respirazione si presenti lenta e superficiale. In tal caso si parla di ipopnea. Poiché possono verificarsi anche questi episodi di ipopnea, in tal caso spesso i medici usano il termine “sindrome ostruttiva dell’apnea/ipopnea notturna”.

L’OSAS è una patologia molto comune e a causarla o aggravarla, spesso ci  sono condizioni di rischio quali:

  • Sovrappeso e obesità, in particolare i soggetti con collo spesso, poiché il grasso in eccesso nel collo può schiacciare le vie respiratorie
  • Tonsille ingrossate
  • Disarmonia dell’occlusione, come nel caso di una arcata inferiore piccola o sfuggente (una mandibola più arretrata del normale).
  • Posizione supina nel sonno, piuttosto che su un fianco.
  • Familiarità con la sindrome OSAS.

Questo per quanto riguarda i più piccini.

Negli adulti aggiungiamo questi fattori di rischio:

  • Assunzione di alcohol, che rilassa i muscoli più del solito e rende il cervello meno sensibile a un episodio di apnea. Ciò può portare a episodi di apnea più gravi in persone che altrimenti potrebbero avere una OSAS lieve.
  • Assunzione di farmaci sedativi come sonniferi o tranquillanti
  • Fumare

Quali sono i sintomi più evidenti che è il caso di rilevare, nel caso si sospetti che il paziente soffra di OSAS?

Vediamo insieme i sintomi notturni, ma anche le conseguenze diurne.

I sintomi notturni possono consistere in:

  • russamento,
  • respirazione rumorosa o ansimante,
  • frammentazione del sonno,
  • sonno agitato,
  • sudorazione eccessiva
  • risvegli frequenti.

I sintomi diurni possono comprendere:

  • respirazione prevalentemente orale
  • voce nasale (rinolatia)
  • problemi di attenzione e di rendimento
  • irritabilità e sbalzi di umore
  • sonnolenza e affaticamento,
  • iperattività,
  • scarso appetito
  • stanchezza cronica
  • mal di testa per lo più mattutino.

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno può essere intercettata dal tuo Specialista del Sorriso di fiducia anche in virtù dell’implicazione dei difetti occlusali.

Rivolgiti al tuo Specialista per saperne di più.

Le afte in bocca: una dolorosa sintomatologia da trattare così

Le afte in bocca: una dolorosa sintomatologia da trattare così.

E’ molto probabile che tu abbia già sperimentato la sensazione dell’afta in bocca.

Avrai notato che sono piuttosto dolorose.

Questa sintomatologia è dovuta alle piccole, ma sensibili lesioni della mucosa orale che si possono presentare nella parte interna della bocca o  delle labbra.

Le lesioni possono presentarsi più o meno profonde, e sebbene a prescindere dal contatto diretto, sempre dolorose per via dello stato infiammatorio.

Tra le cause delle afte in bocca, è possibile che vi sia anche il montaggio dell’apparecchio ortodontico.

Quando e perché possono comparire dopo il montaggio dell’apparecchio?

Le afte possono comparire nei primi giorni a seguito dell’inserimento dell’apparecchio ortodontico a causa dello sfregamento ripetuto delle parti metalliche contro i tessuti.

Vediamo insieme quali possono essere i rimedi per prevenirle e curarle.

Per prevenire la formazione delle afte sono necessarie alcune manovre che possono decisamente fare la differenza.

  1. Effettua sempre un’accurata pulizia della bocca e dei denti, evitando gli accumuli residui di cibo che sensibilizzano i tessuti (gengive in primis);
  2. Riduci il consumo di alimenti che possono accelerare le infiammazioni, come spezie, aromi piccanti o alimenti ad alta temperatura;
  3. Effettua in modo costante i CONTROLLI ortodontici per verificare il corretto funzionamento e l’ottimale posizionamento dell’apparecchio.
  4. Usa uno spazzolino a setola morbida che non irriti o crei abrasioni sulle gengive durante la pulizia dei denti;
  5. È opportuna un’alimentazione ricca di vitamine e sali minerali, da assumereeventualmente con appositi integratori. Spesso le afte sono il sintomo di una demineralizzazione e di carenza di nutrienti specifici.
  6. Opta per risciacqui a base di aloe vera, malva ecc., capaci di apportare beneficio in caso di infiammazione locale oppure impacchi da applicare esternamente qualora l’afta, particolarmente irritata, causi gonfiore.

COSA FARE SE LE AFTE SONO GIA’ PRESENTI?

In caso le afte siano in stadio iniziale, in farmacia è possibile acquistare – previo consulto dello Specialista del Sorriso – un preparato che crea una piccola pellicola trasparente sull’afta, alleviando il dolore e accelerando la guarigione.

Tra le cure preventive e curative che implicano l’apparecchio è possibile anche utilizzare la cera ortodontica, reperibile anche nei supermercati, da applicare con le mani direttamente sulle parti metalliche del dispositivo più prossime alle lesioni.

La cera non inficia assolutamente la funzionalità dell’apparecchio, né la sua capacità di mantenimento nel tempo.

Si tratta di una pasta commestibile che non arreca alcun tipo di danno alla persona, può essere infatti usata regolarmente.

I TEMPI DI GUARIGIONE

Nonostante il fastidio sia rilevante, i tempi di guarigione delle afte sono piuttosto brevi.

Qualora le afte si ripresentino con frequenza o persistano, tuttavia, l’invito è sempre quello di recarti dal tuo Specialista del Sorriso per un controllo più approfondito.

Ti ricordiamo che puoi trovare il tuo specialista del sorriso qui: asio-online.it/specialisti

Le abitudini viziate del tuo bambino: le conosci?

I bambini sono decisamente sfidanti quando si tratta di abitudini. Questo perché nella loro indole tendono a vivere di abitudini. Rappresentano di fatto una certezza nella loro gestione psicologica ed emotiva. Le abitudini aiutano a sviluppare punti di riferimento.

Cosa succede però se le abitudini del tu* bambin* cominciano a viziarsi e se diventano un disagio per lui/lei e la sua salute?

Ti indichiamo qui alcune abitudini che definiamo viziate, poiché possono avere un impatto importante nel tempo sulla salute orale del tuo bambino.

Premettiamo che gran parte di queste abitudini, spesso autorizzate o agite dai genitori, hanno il beneficio della consolazione e del conforto, soprattutto per i bimbi piccoli. Pertanto, non è semplice modificarle e/o eliminarle.

Vediamole insieme:

  • Succhiamento del pollice: quale bambino, seppur per poco tempo non lo ha fatto per consolarsi o semplicemente per accompagnarsi al sonno?
  • Uso prolungato del ciuccio: certo, il ciuccio rappresenta un elemento consolatorio fondamentale. Scegliere un ciuccio in grado di proteggere lo sviluppo palatale diventa quindi basilare per scongiurare un impatto diverso sulla salute e sulla formazione scheletrica del palato del piccolo;
  • Lapis fagia (non è una brutta parola, ma l’abitudine di mordicchiare/suggere le matite): più notato in età scolare, si tratta di un’abitudine che serve a lenire tensioni emotive e stress, provocando però piccoli danni ai denti;
  • Onicofagia (l’abitudine di mangiarsi le unghie): il vizio più correlato allo stress e alla paura.
  • Masticazione delle guance: un’abitudine meno nota, ma spesso rivelatrice, anche lei, di stress e di tensione.
  • Masticazione di stoffa o vestiti: anche questa abitudine, come accade per le altre, presenta una funzione consolatoria o surrogata della suzione da biberon o ciuccio, spesso dovuta ad una mancanza di sicurezza.

Queste abitudini, di solito, si manifestano in tenera età o in età evolutiva, contribuendo pertanto al modellamento della bocca del bambino e dei suoi dentini, fino a richiedere l’intervento dello Specialista in Ortodonzia che dovrà valutare le implicazioni del “vizio” e presentare ai genitori soluzioni mirati per riportare la bocca e i denti in una posizione funzionale migliore e corretta.

Alcune di queste abitudini, se non corrette in tempo, possono compromettere infatti non solo l’estetica ma soprattutto la funzionalità della bocca.
Per saperne di più, puoi rivolgerti per un consulto immediato al tuo Specialista in Ortodonzia.

Cercalo qui: www.specialistidelsorriso.it

Ciuccio e dentini storti: quale connessione?

E’ proprio vero che il ciuccio è una delle cause più frequenti dei denti storti anche nei più piccoli?

Partiamo con il dire che i denti storti rappresentano un tema comune per adulti e naturalmente anche pazienti in tenera età.

Più precisamente può accadere che i dentini storti nei bambini siano causato dall’uso prolungato del ciuccio, che educa di fatto il bimbo a spingere in avanti i denti con la lingua, generando una protusione degli incisivi.

Di fatto, l’uso anomalo e prolungato del ciuccio può a ragion veduta collocarsi tra le prime abitudini da correggere, se non da eliminare.

A seguire, spesso, i piccoli pazienti sono indotti a sostituire il ciuccio con la suzione del pollice, che porterebbe ad un ulteriore effetto: ovvero lo sviluppo anomalo del palato, ma anche di una deglutizione atipica, che si verifica maggiormente intorno ai 7 / 8 anni di età.

Si tratta di un’età particolarmente delicata per la fase di apprendimento della corretta procedura di deglutizione, che sostituisce la fase precedente ereditata in allattamento.

Il ciuccio, dunque, assume un posto speciale tra le cause di dentini storti, ma anche di malocclusioni, laddove il suo uso ecceda i 3 anni di età.

L’uso prolungato, infatti, può avere conseguenze ulteriori, come ad esempio un’ anomalia dello sviluppo del palato, della conformazione della zona mascellare e mandibolare, o la caduta ritardata di denti da latte, con la crescita anticipata dei definitivi, che – non trovando spazio – possono crescere storti.

Ma l’uso del ciuccio non deve essere demonizzato in toto, ma soltanto il suo uso protratto oltre i limiti temporali indicati dalle linee guida scientifiche. Di fatti, nel bambino fino a 3 anni l’uso del ciuccio può avere anche effetti positivi, agendo da pacificatore e contribuendo a dare serenità e tranquillità al piccolo bambino. Al contempo, esistono in commercio ciucci specifici, con testa anatomica e disegno ideale per agevolare una fisiologica espansione del palato nel piccolo bambino, agevolare la competenza labiale ed il posizionamento delle arcate. Strumento giusto al tempo giusto, quindi.

Quindi, nei casi in cui si verifichi questa situazione, cosa è importante fare?

Innanzi tutto, è auspicabile interrompere l’utilizzo del ciuccio – ma anche dei comportamenti viziati da esso causati, come la suzione del pollice, in surroga – non appena spuntano i primi dentini da latte.

Questo perché l’utilizzo del ciuccio condiziona la posizione della lingua, che tende a spingere i denti in avanti, contribuendo a generare una dentatura storta e una relativa malocclusione.

Le conseguenze impattano anche sulla condizione di benessere del piccolo paziente, che può arrivare anche a manifestare mal di testa e mal di schiena a causa delle tensioni muscolari prodotte dalla anomala occlusione.

Le linee guida internazionali e nazionali, e di conseguenza Il consiglio dunque è quello di togliere il ciuccio ai bambini entro i 3 anni di età.

Tenendo quindi i 3 anni come riferimento, di certo è decisamente fondamentale NON protrarne l’utilizzo oltre i 6 anni – età in cui compaiono i primi denti definitivi – poiché in quel caso la malocclusione tende a stabilizzarsi e si renderà necessaria una correzione tramite terapia ortodontica.

Certo, per quanto intuibile, il legame tra ciuccio – dentini storti – malocclusioni non è così conosciuto e diffuso, e certo di non pronta evidenza.

Per questo, portare i piccoli pazienti a periodiche visite dallo specialista di fiducia – possibilmente in accordo con il pediatra – può prevenire disturbi che se trascurati possono implicare terapie più lunghe e interventi più invasivi.

Una prima visita può infatti dar vita ad una soluzione primaria come quella rappresentata dalla terapia intercettiva, per correggere ad esempio lo sviluppo del palato e la posizione della lingua (ad esempio con l’aiuto del logopedista), evitando possibilmente problematiche più rilevanti e/o difficilmente correggibili in futuro.

Puoi rivolgerti allo Specialista in Ortodonzia serenamente per una consulenza e intercettare prontamente le soluzioni più mirate al caso di tuo/a figlio/figlia.

Tempo d’estate: ma l’igiene orale non va in vacanza, soprattutto se indossi un apparecchio.

Tempo d’estate.

Un tempo in cui la routine quotidiana lascia spazio a nuove abitudini, spesso lontane da quelle solite.

Dalle abitudini alimentari a quelle del ciclo del sonno, l’estate è anche il momento in cui diventa complicato prendersi cura del proprio sorriso in modo ottimale.

Per questo, prima di partire in vacanza, gli Specialisti del Sorriso A.S.I.O. – Associazione Italiana Specialisti in Ortodonzia – hanno stilato un vademecum utile per continuare a prendersi cura della bocca anche durante il periodo estivo.

L’igiene orale e la salute della bocca sono pratiche fondamentali per il nostro benessere e a qualsiasi età e ancora di più se si indossa un apparecchio ortodontico che necessita di maggiori cure e attenzioni.

Tutto questo per evitare situazioni di emergenza in periodi di chiusura quali mal di denti poco graditi, otturazioni che non reggono, denti che si scheggiano per cibi troppo duri, sensibilità dentinale eccessiva e non ultima lo smarrimento di apparecchi mobili o la rottura delle placchette degli apparecchi fissi.

Insomma, la casistica è varia.

Per evitare di incorrere in questi spiacevoli inconvenienti che possono portare via relax anche a tutta la famiglia, il primo consiglio UTILE rilasciato da ASIO è quello di programmare per tempo una visita dallo Specialista in Ortodonzia prima di partire, così da verificare lo stato della bocca e degli apparecchi.

Vediamo insieme quali sono gli altri consigli nel vademecum reso noto dagli Specialisti in Ortodonzia.

1. IGIENE QUOTIDIANA E FILO INTERDENTALE ORTODONTICO: per i portatori di apparecchi fissi, è fondamentale avere il filo interdentale ortodontico. Si tratta di un filo specifico, diverso da quello comunemente reperibile in farmacia e supermercato, perché possiede un’estremità composta da un materiale più rigido, in grado di pulire spazi difficili da raggiungere come quelli tra filo metallico e dente o tra bracket e bracket.

2. SCOVOLINO: Utilizzare lo scovolino interdentale assicura un sorriso più sano e splendente poiché consente di pulire gli spazi tra dente e dente o le parti di dente parzialmente coperte dalle placchette e/o dai fili ortodontici. Un modo per prevenire le fastidiose macchie dovute alla decalcificazioni dovute al ristagno della placca batterica. Migliorerà anche l’alito.

3. COLLUTTORIO: Spazzolino, filo interdentale, scovolino e poi? Naturalmente è il momento del collutorio. Uno sciacquo ben fatto con un collutorio al fluoro, non troppo aggressivo, è l’ideale per completare la detersione del cavo orale.

4.SCELTA DEGLI ALIMENTI GIUSTI: ok, siamo in estate e il caldo induce a scegliere bevande colorate e spesso zuccherine. L’ideale è quello di evitare comunque di assumere bevande gassate, zuccherate e di scegliere invece bevande (soprattutto per i piccini) che presentano proprietà organolettiche definite “amici della bocca” ci riferiamo a latte e i suoi derivati e verdura cruda, soprattutto quando non si può usare lo spazzolino. Se hai un apparecchio ortodontico fisso cerca di evitare i cibi eccessivamente duri e croccanti. Questi infatti potrebbero determinare il distacco dei brackets e conseguenti fastidi, oppure alterazioni del funzionamento e/o rottura del tuo dispositivo ortodontico.

5.ELASTICI ORTODONTICI: Chi indossa un apparecchio fisso con elastici ortodontici è bene che ricordi che ogni elastico deve essere sostituito quotidianamente e rimosso durante i pasti. Non è raro infatti che, ove questa pratica non sia eseguita, possa avvertirsi fastidio o dolore, in particolare nell’articolazione temporo-mandibolare. In questo caso è fondamentale contattare lo Specialista in Ortodonzia e temporaneamente sospendere l’utilizzo degli elastici. Se non ricordi come indossarli chiedilo allo Specialista con cui sei in cura.

6. 2 KIT DI IGIENE ORALE: lo dice anche una popolare reclame pubblicitaria. Two is megl che One. E’ bene infatti portare 2 kit per l’igiene orale, anziché uno, per avere sempre la possibilità di averne uno a portata di mano in borsa o zaino per garantirsi una corretta igiene orale, soprattutto in presenza di apparecchio ortodontico.

7. SAPONE E DETERSIONE MASCHERINE TRASPARENTI: l’ortodonzia trasparente è una conquista nell’ortodonzia estetica. Durante le vacanze estive, tuttavia si rischia spesso di non effettuare una corretta pulizia delle mascherine trasparenti, che perderanno la loro funzione estetica. Oggi è sufficiente dotarsi del sapone giusto per allineatori estetici, in grado di garantirne pulizia, trasparenza e naturalmente una perfetta resa estetica.

8. MASCHERINE TRASPARENTI, COSA FARE IN CASO DI SMARRIMENTO: Può accadere nella quotidianità ed è probabile che la percentuale di smarrimento possa aumentare in vacanza. Per questo, in caso di smarrimento della mascherina mobile trasparente e/o sequenziale, è fondamentale farsi consegnare dal proprio ortodontista le ulteriori mascherine mobili per il cambio, sempre consultando prima lo Specialista in Ortodonzia.

Per saperne di più, rivolgiti sempre al tuo Specialista in Ortodonzia e qualora tu non fossi in vacanza nelle vicinanze del tuo Specialista di pertinenza, per emergenze puoi cercarlo sul sito www.specialistidelsorriso.it per provincia.

Buona Estate con il Sorriso!

Morso crociato, come valutare il trattamento adeguato?

Sono la mamma di una bimba di 7 anni con morso crociato laterale, per due anni è stata curata per carie ed ha eseguito le sigillature mentre per il morso crociato l’ortodontista mi ha fatto attendere la crescita dei sesti. Ora mi è stato proposto (finalmente) di mettere l’apparecchio (quad helix ) ma poichè documentandomi su internet avevo molti dubbi ho abbandonato il primo dentista e mi sono rivolta ad altri 2 specialisti.

Premetto che il morso crociato in questi due anni è molto peggiorato e l’espansione dovrà essere di circa 6/7 millimetri. Appurato che è necessario l’espansore, l’approccio dei due specialisti è molto diverso: uno mi propone un espansore da applicare ai denti da latte con una pausa di circa due mesi per poi riprendere i giri necessari e l’apparecchio dovrà essere mantenuto per un anno circa; l’altro deve fare ancora i calcoli ma probabilmente propone un espansore da applicare ai sesti, dopo circa 2 o 3 mesi toglie l’espansore e mette un apparecchio meno ingombrante con due gancetti e solo arco per circa un anno. Nel caso l’espansione fosse di 7 millimetri farà l’espansione massima all’inizio e il rimanente dopo 6 mesi. Dopo toglierà comunque l’espansore per applicare l’apparecchio più leggero con solo l’arco. Sono molto confusa e chiedevo quindi un aiuto per fare la valutazione giusta o perlomeno consapevole dei pro e contro. 

> Risponde lo Specialista in Ortodonzia ASIO

E’ molto difficile dare consigli terapeutici senza aver la possibilità di visitare il paziente, perchè sono molti i fattori che possono spostare la decisione verso un’apparecchitura piuttosto che un’altra: tra questi un’accurata diagnosi scheletrica che ci porterà ad una previsione di crescita, l’età, lo stato della dentizione, la presenza di problemi legati alla deglutizione, il grado di collaborazione del paziente, ecc..

L’espansione dell’arcata superiore può avvenire sia in presenza di dentizione permanente (6′ / 6′ e 4′) che utilizzando come ancoraggio per l’apparecchiatura i molari decidui (ultimo dente prima dei 6′ permanenti): in questo ultimo caso la decisione è legata all’età del paziente e ad una valutazione radiografica dello stato delle radici dl molarino deciduo da utilizzare come ancoraggio per l’apparecchiatura.

Se l’espansione da effettuare necessita di incremento del diametro trasverso dell’arcata superiore (espansione ortopedica) questa deve avvenire in modo rapido.

L’espansione, attuata mediante il disgiuntore rapido del palato, prevedere l’apertura della sutura mediana del mascellare superiore utilizzando l’ancoraggio dentale come mezzo per trasmettere la forza dalla vite dell’apparecchiatura alla sutura mediana del palato. A questa fase di espansione attiva deve seguire quella di stabilizzazione, per permettere l’ossificazione della sutura che è stata aperta dal disgiuntore: la durata della stabilizzazione può variare dai 6 ai 12 mesi.

Il nostro consiglio, comunque è quello di rivolgeri sempre ad uno Specialista in Ortodonzia che, dopo una accurata visita e la raccolta delle analisi di studio necessarie, le prospetti un piano di trattamento individualizzato.

Morso aperto: cura ortodontica o logopedia?

La ma bambina di 7 anni ha il morso aperto. Non so se convenga prima un espansore o una terapia logopedica.

> Risponde lo Specialista Asio.

La presenza di un morso aperto nella maggior parte dei casi è associato a patologie della deglutizione in associazione a problematiche strutturali come il morso crociato laterale.

L’atto della deglutizione è molto complesso e viene ad interessare molte strutture sia muscolari che scheletriche e richiede un importante coordinamento delle stesse affinché possa avvenire con la corretta successione degli eventi che lo compongono (fase orale o volontaria, fase faringea e fase esofagea).

Il morso aperto deve quindi essere intercettato e curato sia da un punto di vista del coordinamento e della corretta esecuzione delle varie fasi che da un punto di vista strutturale.

Nella maggior parte dei casi si inizia con una prima fase di terapia foniatrica che imposterà una serie di esercizi di logopedia che avranno lo scopo di insegnare al paziente ad effettuare correttamente l’atto della deglutizione. In una seconda fase, quando i meccanismi sono assimilati, si passerà alla terapia ortodontica per le necessarie correzioni sia ortopediche che dentali, per poi proseguire con verifiche della corretta acquisizione dei meccanismi deglutitori sino al completo automatismo degli stessi, tornando sotto il controllo del foniatra e della logopedista.

Si deve sempre tener presente che per impostare una terapia è sempre necessario formulare una corretta diagnosi per cui il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno Specialista in Ortodonzia che, dopo una accurata visita, possa programmare la corretta successione delle fasi terapeutiche e verificarne l’effettiva riuscita.

Ciuccio, malocclusione e difficoltà fonetiche

Mio figlio di 4 anni ha difficoltà fonetiche: abbiamo già contattato una logopedista che ha dato la colpa all’uso del succhiotto che è stato immediatamente eliminato.

Ora mi sono accorta che ha il morso anteriore aperto vorrei sapere se per essere curato necessita di apparecchio.

> Risponde lo Specialista Asio:

Il consiglio è quello di rivolgersi ad uno Specialista in Ortodonzia che possa analizzare a fondo la malocclusione presente e impostare l’adeguata terapia.

In molti di questi casi si renderà necessaria la collaborazione con altri specialisti come il foniatra, la logopedista, l’osteopata, ecc., al fine di correggere le varie componenti che possono concorrere all’insorgenza della malocclusione. Continue reading

Ciuccio e denti sporgenti

Cristina ha una bimba che usa il ciuccio e ha denti sporgenti

Mia figlia di 2 anni usa il ciuccio mentre dorme e spesso anche di giorno. Mi sono accorta che gli incisivi superiori sporgono molto rispetto a quelli inferiori per cui non riesce a “strappare” con i denti. Può essere dovuto all’uso del ciuccio? Visto che è ancora piccola eliminando il ciuccio è possibile che il problema si risolva da solo? Cosa mi consigliate?

La difficoltà nel mordere il cibo è fondamentalmente dovuta alla mancanza di contatto tra i denti anteriori dell’arcata superiore con quelli dell’arcata inferiore: le motivazioni possono dipendere da una grave alterazione dello sviluppo delle basi ossee delle due arcate (superiore molto in avanti o inferiore molto arretrata) oppure ad una alterazione della situazione locale con sventagliamento dei denti dell’arcata superiore dovuta ad abitudini viziate che vanno dalla prolungata suzione del ciuccio, alla permanenza della deglutizione infantile, alla suzione del dito, del labbro o di altri oggetti come l’angolo del lenzuolo durante il sonno. Continue reading