Una casa per i bambini “senza sorriso” a Milano

Segnaliamo dal sito di Repubblica un’iniziativa davvero interessante che parte dall’ospedale San Paolo di Milano, su iniziativa di Operation Smile Italia, onlus composta da volontari medici, infermieri ed operatori sanitari attiva in oltre 50 paesi del mondo, e che opera gratuitamente le malformazioni facciali correggibili dei bambini più poveri del mondo.

Apre la prima “Smile House” d’Italia voluta per salvare il sorriso dei bimbi: gli specialisti cureranno gratuitamente tutti i giorni pazienti con malformazioni maxillo-facciali, ed in particolare con labio-palatoschitosi (conosciuta meglio come “labbro leporino”) risolvendo così diversi tipi di malocclusione dentale e fornendo un adeguato supporto nella logopedia e nell’ortodonzia.

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Malocclusione e otite si curano con l’apparecchio ortodontico?

L’otite è un problema piuttosto diffuso tra i bambini, e le cause si possono ricercare in diversi fattori tra cui, la conformazione della propria bocca, soprattutto quella del mascellare superiore.
Alcuni studiosi hanno evidenziato infatti una correlazione tra otite media e malocclusione, soprattutto nel caso dei bambini.

Un campione di bambini (età media 5 anni) divisi in due sottogruppi (occlusione regolare e presenza di morso crociato posteriore monolaterale) sono stati sottoposti a timpanogramma (l’esame che misura la reazione dell’orecchio medio al passaggio di un’onda sonora, risalendo così a utili informazioni sulla membrana timpanica e sugli elementi interni) ed i risultati del sottogruppo di bambini che presentavano la malocclusione hanno evidenziato come un timpanogramma irregolare fosse associato a una minore larghezza del palato, e ad altri parametri.

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Paura del dentista?

Scherzi a parte, l’odontofobia è una malattia riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che dichiara che il numero di malati si attesterebbe intorno al 15-20% della popolazione mondiale.

L’odontofobia, ovvero la “paura del dentista” (e quindi anche dell’ortodontista) è un disturbo che si presenta con fenomeni di ansia e preoccupazione (tachicardia, tremore, senso di soffocamento, ipersudorazione) all’approssimarsi dell’appuntamento in studio.

Generalmente, l’odontofobico tende a rinviare l’appuntamento con lo specialista, senza rendersi conto di mettere a repentaglio la salute della propria bocca, e di ritardare la buona riuscita di trattamenti ortodontici importanti, ad esempio se gli viene diagnosticato un tipo di malocclusione dentale.
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Quando l’apparecchio ortodontico non va bene per le grandi occasioni…

Specialisti del SorrisoCi sono eventi o occasioni particolari della nostra vita (la laurea, il matrimonio…) in cui vorremmo apparire al meglio e, anche se l’apparecchio ortodontico è uno strumento indispensabile per la risoluzione di problemi importanti come ad esempio una malocclusione dentale, può capitare in tali occasioni che la volontà di piacere e di piacersi ci porti a vederlo più come un “difetto” del nostro aspetto esteriore.

È quello che sembra leggersi tra le righe nella richiesta di Francesca, che si rivolge con un delicato quesito agli Specialisti del Sorriso.

Mi sposo il 15 Ottobre…posso eventualmente togliere l’apparecchio per due giorni, e poi rimetterlo?

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E’ importante ridere…senza motivo!

Nonostante l’affermazione un po’ sibillina del titolo di questo intervento, possiamo affermare con la massima serietà che il gesto di fare una risata aiuta a sentirsi effettivamente  più felici.
A comprovare questa audace affermazione ci pensano due psicologi dell’Università della California, Paul Ekman e Robert Levenson, dimostrando che le espressioni facciali non sono solamente un effetto degli stati emozionali, ma anche un fattore che li causa.

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Denti del giudizio, attenzione!

Ottavi, terzi molari. Due denominazioni differenti che indicano la stessa cosa: i denti del giudizio.

Sono gli ultimi denti che compaiono nelle arcate dentali, in genere attorno al diciottesimo anno di età, quando si raggiunge, cioè, la cosiddetta “età del giudizio”.

In percentuale, sono poche le persone che hanno in bocca lo spazio sufficiente ad accogliere i denti del giudizio e, proprio per questo motivo, essi spesso rimangono inclusi o seminclusi, ossia coperti parzialmente o totalmente dalla gengiva.

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Come affrontare il trattamento con espansore palatale

L’espansore è una tipologia di apparecchio ortodontico che si applica sul palato del paziente, e rimane in sede per un periodo di tempo che va dai 4 ai 5 mesi. La funzione principale dell’espansore palatale è quella di allargare l’ampiezza dell’arcata mascellare, esercitando specifiche forze ortodontiche e ottenendo così un certo grado di espansione dello scheletro della mascella.
L’espansore palatale fisso è formato da un dispositivo a forma di arco con vari punti di ancoraggio da applicare sui denti, e che si incontrano al centro del palato in una piccolo alloggio che ospita un dispositivo a vite. Questa vite verrà girata dal vostro ortodontista in momenti specifici del trattamento, e sarà proprio il meccanismo che regolerà le varie fasi del trattamento.
Rivolgetevi al vostro specialista in ortodonzia per conoscere bene l’evoluzione della morfologia della vostra bocca. Se state al momento attuale portando un espansore palatale, ci sono però utili consigli che possono fare al caso vostro e rendervi più sereno questo momento della terapia.

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Morso profondo: quando è il momento di intervenire

Specialisti del SorrisoPer un genitore, capire quando è il momento più adatto per rivolgersi ad uno Specialista in Ortodonzia, per una valutazione ortodontica non è sempre semplice. A volte  le malocclusioni sono visibili già dalla prima infanzia, altre volte possono essere meno visibili  agli occhi di un genitore che può tuttavia sospettare un problema da alcuni indizi , come accade a questo utente, che si è rivolto agli Specialisti del Sorriso:

Mio figlio di quasi 6 anni ha i denti superiori che in occlusione coprono completamente i denti inferiori, devo già farlo vedere da un ortodontista? Grazie,
Gabriella

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Apparecchio di contenzione da subito?

Specialisti del Sorriso

L’apparecchio di contenzione segna l’inizio della fine della terapia ortodontica, ed è generalmente utilizzato dal paziente nelle settimane immediatamente successive alla rimozione dell’apparecchio ortodontico fisso. A volte può capitare che, se il trattamento ortodontico riguarda entrambe le arcate dentarie, l’apparecchio di contenzione venga utilizzato quando entrambi gli apparecchi siano rimossi. È ciò che è successo a Vale, che presenta il suo caso (pur confondendo l’apparecchio di contenzione con il bite):

Salve, ho tolto l’apparecchio fisso dell’arcata superiore da gennaio, ma la mia dott.ssa ha detto che il bite lo metterò quando toglierò anche quello dell’arcata inferiore. Secondo voi rischio che nel frattempo i denti possano di nuovo diventare storti senza una contenzione? Perché a me sembra che un incisivo si sia leggermente spostato in avanti. Grazie mille

Vale

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Morso crociato: come riconoscerlo

Specialisti del SorrisoIl morso crociato è un’anomalia causata da mancato coordinamento trasversale tra le arcate dentarie. L’arcata superiore, che normalmente dovrebbe coprire l’inferiore come se fosse il coperchio della scatola, non si sviluppa normalmente e si presenta più stretta rispetto all’inferiore  provocando una chiusura ed una funzione alterata. 

È ciò che ha rivelato questa mamma si è rivolta agli Specialisti del Sorriso con il seguente quesito:

“Mio figlio sta per compiere tre anni, e ho notato che, quando chiude i denti, quelli superiori li “mette” all’interno e viceversa quelli inferiori li “mette” all’esterno, quindi al contrario. Come devo comportarmi?”.

DeniseContinue reading