Denti del giudizio: dove sono finiti?

L’allarme messo in luce da Adnkronos Salute afferma provocatoriamente che nei prossimi secoli la bocca dell’uomo potrebbe ospitare nella normalità dei casi 28 denti invece di 32.

I quattro molari “del giudizio” stanno infatti scomparendo, complice l’evoluzione dell’uomo ed il suo stile di vita, che lo porta ad alimentarsi con cibi più morbidi, spesso cotti, che ben si differenziano dai pezzi di carne cruda che i nostri antenati consumavano nelle caverne.

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Smascherare un bugiardo, basta guardare il sorriso

E’ quanto asserisce Marc Salem, esperto di comunicazione non verbale di Men’s Health alla rivista Daily Mail.

Secondo lo studioso, ci sono quattro segni che ci fanno capire se la persona di fronte a noi ci sta mentendo.
In primo luogo, digrignare i denti in un falso sorriso dovrebbe insospettirci: quando il sorriso è spontaneo si alzano gli zigomi e anche gli occhi sembrano sorridere, quindi digrignare i denti può sembrare a maggior ragione un gesto forzato.
Inoltre, se l’interlocutore che sta raccontando un episodio forse poco veritiero non muove un muscolo, potrebbe essere perché non intende, letteralmente, muovere un eventuale passo falso e sbugiardarsi.
Anche nascondere la bocca potrebbe essere un segnale di “bugia in corso”: molto spesso è proprio questa parte del corpo che rivela le nostre vere emozioni

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Odontofobia, come rimediare? Chiedi all’ortodontista

Abbiamo già trattato in questo blog il tema dell’odontofobia, ovvero della paura del dentista che colpisce alcuni pazienti, ed è oggi diventata una patologia riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ci sono però alcuni accorgimenti utili per evitare o almeno lenire l’ansia da appuntamento con la poltrona del proprio dentista o ortodontista.
Vediamone alcuni in questo elenco:

1.  Scegliere un orario o un giorno libero da impegni per recarsi alla visita: appuntamenti precedenti o successivi la visita non faranno altro che aumentare lo stress e farci guardare l’orologio.

2. Evitare di consumare sostanze eccitanti come the o caffè, almeno nella giornata prevista per l’appuntamento.

3. Informarsi sulla possibilità di sottoporsi ad alcuni interventi di agopuntura, che potrebbero aiutare il rilassamento e, se necessario, affrontarli prima della visita.

4. Concordare con il proprio dentista o ortodontista le varie fasi della visita e, se necessario, chiedergli di spiegare tutti gli step che andrà a fare durante la visita: sapere a che cosa servono vi aiuterà a tranquillizzarvi.
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Una casa per i bambini “senza sorriso” a Milano

Segnaliamo dal sito di Repubblica un’iniziativa davvero interessante che parte dall’ospedale San Paolo di Milano, su iniziativa di Operation Smile Italia, onlus composta da volontari medici, infermieri ed operatori sanitari attiva in oltre 50 paesi del mondo, e che opera gratuitamente le malformazioni facciali correggibili dei bambini più poveri del mondo.

Apre la prima “Smile House” d’Italia voluta per salvare il sorriso dei bimbi: gli specialisti cureranno gratuitamente tutti i giorni pazienti con malformazioni maxillo-facciali, ed in particolare con labio-palatoschitosi (conosciuta meglio come “labbro leporino”) risolvendo così diversi tipi di malocclusione dentale e fornendo un adeguato supporto nella logopedia e nell’ortodonzia.

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Paura del dentista?

Scherzi a parte, l’odontofobia è una malattia riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che dichiara che il numero di malati si attesterebbe intorno al 15-20% della popolazione mondiale.

L’odontofobia, ovvero la “paura del dentista” (e quindi anche dell’ortodontista) è un disturbo che si presenta con fenomeni di ansia e preoccupazione (tachicardia, tremore, senso di soffocamento, ipersudorazione) all’approssimarsi dell’appuntamento in studio.

Generalmente, l’odontofobico tende a rinviare l’appuntamento con lo specialista, senza rendersi conto di mettere a repentaglio la salute della propria bocca, e di ritardare la buona riuscita di trattamenti ortodontici importanti, ad esempio se gli viene diagnosticato un tipo di malocclusione dentale.
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E’ importante ridere…senza motivo!

Nonostante l’affermazione un po’ sibillina del titolo di questo intervento, possiamo affermare con la massima serietà che il gesto di fare una risata aiuta a sentirsi effettivamente  più felici.
A comprovare questa audace affermazione ci pensano due psicologi dell’Università della California, Paul Ekman e Robert Levenson, dimostrando che le espressioni facciali non sono solamente un effetto degli stati emozionali, ma anche un fattore che li causa.

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Gummy smile: come riconoscerlo

Specialisti del SorrisoIl sorriso è la prima cosa che si nota di una persona, e può colpire, anche quando ha un aspetto strano, come ad esempio il gummy smile o sorriso gengivale, che ha luogo quando la gengiva ricopre una parte importante di dente. A cosa è dovuto e come riconoscerlo?

Lo scopriamo dalla risposta degli Specialisti del Sorriso
(specialistidelsorriso.it) all’utente che chiede:

“Mi sono accorto che quando sorrido si vede molto la gengiva, cosa che prima non notavo a cosa può essere dovuto? Come si può rimediare?”.

Samuele

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“Il mio paradenti miracoloso” che migliora le prestazioni sportive

giocatore calcio utilizzo paradentiA rilasciare un commento così entusiastico sullo strumento che protegge il sorriso degli sportivi di tutto il mondo non è un ortodontista che tenta di essere convincente con un paziente, bensì una vera istituzione nel mondo del calcio: Cristiano Ronaldo. Il numero nove delle merengues afferma infatti che non può più farne a meno, spiegando che “ogni volta che l’ho usato ho sempre fatto bene.”
Anche il calciatore del Real Madrid deve aver constatato che il paradenti, oltre a proteggere denti e bocca da urti e cadute, contribuisce ad aumentare la pressione nelle articolazioni, migliorando così agilità, forza e velocità, poiché porta i muscoli della mandibola a contrarsi. Inoltre svolge una funzione preventiva, in quanto migliorando la postura dell’atleta contribuisce ad evitare fratture da stress o semplici ma fastidiosi strappi muscolari, mantenendo il corpo in forma.

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Affollamento dentale: come riconoscerlo e trattarlo

Il problema dell’affollamento dentale ha radici che affondano nella storia dell’uomo, quando gli uomini primitivi avevano una mascella molto più allargata, che poteva ospitare più denti. Col passare del tempo ed il miglioramento delle condizioni da una vita rurale ad una vita urbana, sono cambiare anche le abitudini alimentari, e l’uomo ha cominciato a consumare cibi sempre più morbidi. La prima conseguenza di questo cambiamento è stata la conformazione delle arcate dentarie e del numero dei denti, che è diventato maggiore rispetto alle reali esigenze. Alcuni studi dimostrano infatti che il sovraffollamento dentale colpiva nell’antichità gli abitanti delle città rispetto a quelli delle campagne.

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