Bambini: adenoidi e morso aperto

Nadia rivolge un quesito relativo alla patologia del “morso aperto” agli Specialisti in Ortodonzia:

“Ho un figlio di 4 anni e mezzo. Ha morso aperto. E ha anche le adenoidi. Il Pediatra dice che basta smettere di usare ciuccio (lo usa solamente per addormentarsi di notte).
L’odontoiatra dice che ha problemi dei adenoidi e che per correggere dobbiamo aspettare 5 anni compiuti. Quale è la verità?

Gentile Nadia

Il morso aperto è una patologia che può avere varia origine. Sicuramente un problema respiratorio con presenza di ingrossamento delle adenoidi può causarlo, come abitudini viziate quali il succhiamento del dito e l’uso prolungato del succhiotto o del biberon oltre il periodo fisiologico di utilizzo.

Anche la permanenza della deglutizione infantile con interposizione della lingua tra le arcate può essere causa della presenza del morso aperto.Continue reading

Quali apparecchi si usano per il trattamento della apnea notturna?

L’apnea notturna vede come causa principale l’ostruzione delle vie aeree superiori, che si può verificare a livello del palato molle, delle tonsille, della lingua e dell’epiglottide.
Il trattamento ortodontico della apnea notturna deve essere sempre preceduto da una valutazione clinica e strumentale con polisonnografia da parte del medico del sonno ed ha come scopo quello di ridurre l’ostruzione, soprattutto a livello della base della lingua e dell’epiglottide.
La riduzione delle apnee notturne si ottiene con dispositivi rimovibili che avanzano la mandibola nelle ore notturne, perché la posizione della mandibola è fortemente correlata alla pervietà delle vie aeree.Continue reading

Deglutizione scorretta, un problema non solo nei bambini

DeglutizioneLa deglutizione è la funzione grazie alla quale i liquidi e solidi passano dalla bocca allo stomaco. Si compie attraverso una sequenza di fasi che comprende l’ingerimento, il transito attraverso la faringe e il passaggio dall’esofago allo stomaco.

Molti muscoli sono coinvolti nella deglutizione e svolgono il proprio lavoro per molto tempo nell’arco della giornata: si deve tenere in considerazione che oltre a cibi e bevande dobbiamo deglutire anche saliva che produciamo.
Ogni giorno l’atto della deglutizione viene ripetuto dalle 1.600 alle 2.000 volte.Continue reading

Tutto sulle ATM

Abbiamo imparato negli anni a riconoscere questa sigla come l’abbreviazione di “Articolazione Temporo-Mandibolare”, una patologia che si verifica quando ci sono alterazioni dell’occlusione che mettono in gioco muscoli e/o parafunzioni della bocca (tipo digrignare i denti o serrare la mandibola).

Questo disturbo, che può essere diagnosticato da uno specialista in ortodonzia, si riconosce da sintomi piuttosto chiari che vengono descritti nel post Dolore alla mandibola, quali le cause? e si può associare anche a click e scrosci articolari così come vengono descritti nel caso pratico di un paziente nel post Quando malocclusione dentale vuol dire asimmetrie, clic e scrosci articolari. I problemi alle articolazioni temporo-mandibolari non sono da sottovalutare, perché possono insorgere nel tempo a volte con disturbi lievi e transitori ed a volte con dolore o blocco improvviso alla mandibola che richiedo l’intervento del professionista.Continue reading

Mi ha detto un anno e invece…

Una tipica affermazione o lamento dei pazienti in cura con un apparecchio ortodontico è legata al mancato rispetto da parte dell’ortodontista dei tempi di trattamento.

Escludendo situazioni particolari, solitamente la stima dei tempi si basa su medie, ma diventa difficile per qualsiasi specialista in ortodonzia riuscire a predeterminare la risposta biologica individuale del paziente alle sollecitazioni del movimento ortodontico. In alcune situazioni particolari, come in caso di denti inclusi, indubbiamente i tempi si dilatano con reale difficoltà nella predicibilità dei tempi di trattamento. Di sicuro anche la cooperazione del paziente in determinate fasi del trattamento può avere peso nella determinazione dei tempi.Continue reading

Ma gli apparecchi mobili funzionano veramente?

Esistono diverse tipologie di apparecchiature ortodontiche e ciascuna ha una sua specifica funzione, motivo per il quale vengono attentamente selezionate durante il piano di trattamento dallo specialista in ortodonzia.

Una parte di apparecchi mobili vengono definiti funzionali e sono utilizzati per lo più nei pazienti in crescita per correggere appunto la funzione (lingua) e per indirizzare correttamente la crescita; Continue reading

Asma e ortodonzia

Quale legame sussiste tra asma e ortodonzia? Apparentemente nessuno, ma è solo un’impressione: infatti, nella varietà di casi ortodontici che gli ortodontisti si trovano a trattare vi è anche la possibilità di dover sottoporre a trattamento ortodontico delle persone che soffrono di asma.

Com’è noto i pazienti affetti da asma possono assumere spesso farmaci attraverso inalatori e si può avere la tendenza a sottovalutare gli effetti collaterali che questi hanno sulle mucose orali e sui tessuti dei sostegno del dente. Continue reading

Il trattamento ortodontico in caso di celiachia

I pazienti affetti da celiachia possono avere la tendenza ad avere spesso ulcere orali o stomatite, di cui abbiamo già parlato in un precedente post, o cheilite angolare, le piccole piaghette fastidiose agli angoli della bocca.

In caso di applicazione di apparecchi ortodontici per la correzione di una malocclusione è importante segnalare allo specialista in ortodonzia questa malattia in modo che si possano prescrivere una serie di attenzioni e rimedi Continue reading

Dolore alla mandibola, quali le cause?

I pazienti che soffrono di dolore alle Articolazioni Temporo-Mandibolari (A.T.M.) spesso lo descrivono come un dolore vicino all’orecchio che si manifesta in caso di masticazione o di massima apertura come nel caso di uno sbadiglio. Questo dolore potrebbe essere causato da alterazioni dell’occlusione con coinvolgimento muscolare o semplicemente da parafunzioni (digrignamento o serramento notturno).

È possibile alleviare il dolore articolare sistemando l’occlusione apportando dei piccoli ritocchi occlusali in caso di precontatti oppure applicando un bite terapeutico e nei casi più gravi affiancando una terapia farmacologica di supporto. Continue reading

Stomatite aftosa ricorrente: come fronteggiarla

La stomatite aftosa ricorrente è una condizione che si presenta a volte nei pazienti che si sottopongono a trattamento ortodontico ma che viene soprattutto esacerbata da stress, traumi locali (come dopo l’applicazione dell’apparecchio ortodontico), mestruazioni e stati di carenza di vitamine.

Si cura mantenendo un ambiente orale pulito, con spazzolino e dentifricio, e disinfettato facendo 2 sciacqui di clorexidina allo 0,12 % per 7/8 giorni, applicando localmente gel che alleviano il dolore e favoriscono la guarigione.

Se dopo 10 giorni di risciacqui e applicazione di prodotti specifici non si notano miglioramenti significativi ci si può rivolgere al medico, Continue reading