Tolto l’apparecchio ortodontico, restare sotto controllo!

Conclusa la terapia con l’apparecchio ortodontico, finalmente possiamo goderci i risultati e mostrare un sorriso sano ed armonico… addio per sempre  allo specialista?
È necessario sapere che, anche dopo il completamento del trattamento ortodontico, nella nostra bocca agiscono delle forze legate ai muscoli, alla crescita ossea residua ed alla masticazione che possono provocare dei movimenti indesiderati dei denti in posizioni diverse rispetto a quelle raggiunte. Per questo esiste una  fase di  post-trattamento, chiamata fase di contenzione, al fine di assicurarci che il nostro nuovo sorriso rimanga “in posizione”.

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Diastema, cos’è e da cosa nasce? Ce lo dice lo specialista in ortodonzia

Il diastema è la formazione di una fessura tra due denti adiacenti nella stessa arcata. Generalmente si presenta tra gli incisivi centrali dell’arcata superiore, ed è destinato a chiudersi con la crescita. Ma da cosa dipende la comparsa di questa fessura?

Le cause, come spesso accade, possono essere molteplici. Il principale indiziato è il frenulo, di cui ci occuperemo in maniera approfondita nei prossimi articoli. Per ora, si può descrivere il frenulo come un “cordoncino” in tessuto fibroso presente nella bocca dei bambini e che influenza lo sviluppo delle arcate dentarie, delle ossa mascellari e del sorriso in generale.

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Smascherare un bugiardo, basta guardare il sorriso

E’ quanto asserisce Marc Salem, esperto di comunicazione non verbale di Men’s Health alla rivista Daily Mail.

Secondo lo studioso, ci sono quattro segni che ci fanno capire se la persona di fronte a noi ci sta mentendo.
In primo luogo, digrignare i denti in un falso sorriso dovrebbe insospettirci: quando il sorriso è spontaneo si alzano gli zigomi e anche gli occhi sembrano sorridere, quindi digrignare i denti può sembrare a maggior ragione un gesto forzato.
Inoltre, se l’interlocutore che sta raccontando un episodio forse poco veritiero non muove un muscolo, potrebbe essere perché non intende, letteralmente, muovere un eventuale passo falso e sbugiardarsi.
Anche nascondere la bocca potrebbe essere un segnale di “bugia in corso”: molto spesso è proprio questa parte del corpo che rivela le nostre vere emozioni

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Apparecchio ortodontico, a cosa serve la chiavetta?

Specialisti del SorrisoUn trattamento ortodontico con espansore palatale può essere portato avanti anche dal paziente stesso: non è raro che un bambino o un ragazzo stringa a casa la vite del proprio espansore palatale, per far progredire la terapia. Di solito si chiede l’aiuto di un genitore, come suggeriscono gli Specialisti del Sorriso rispondendo a Sara.

Come si utilizza la chiavetta per allargare il palato?

La chiave per attivare le viti a passo contrapposto di un espansore palatino va utilizzata servendosi del filo di sicurezza da fissare sempre sul dito medio. Di solito l’attivazione viene effettuata dal genitore due volte al giorno.
Sarà il proprio specialista in ortodonzia a fornire le specifiche o diverse indicazioni a seconda delle caratteristiche del caso in questione.

Basta averlo visto fare una volta per non sbagliare.

Malocclusione e otite si curano con l’apparecchio ortodontico?

L’otite è un problema piuttosto diffuso tra i bambini, e le cause si possono ricercare in diversi fattori tra cui, la conformazione della propria bocca, soprattutto quella del mascellare superiore.
Alcuni studiosi hanno evidenziato infatti una correlazione tra otite media e malocclusione, soprattutto nel caso dei bambini.

Un campione di bambini (età media 5 anni) divisi in due sottogruppi (occlusione regolare e presenza di morso crociato posteriore monolaterale) sono stati sottoposti a timpanogramma (l’esame che misura la reazione dell’orecchio medio al passaggio di un’onda sonora, risalendo così a utili informazioni sulla membrana timpanica e sugli elementi interni) ed i risultati del sottogruppo di bambini che presentavano la malocclusione hanno evidenziato come un timpanogramma irregolare fosse associato a una minore larghezza del palato, e ad altri parametri.

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Malocclusione: sempre più adulti con l’apparecchio ortodontico

Fino a qualche anno fa il trattamento delle malocclusioni era un privilegio lasciato alle nuove generazioni, ai bambini. Erano pochi gli adulti che si sottoponevano alle cure con l’apparecchio ortodontico e nel caso per motivi gravi, in quanto l’impatto estetico dell’apparecchio era uno scoglio difficile da superare nell’età adulta.

È il sito Adnkronos a segnalare l’inversione di tendenza in un articolo che riporta il seguente dato: un paziente che porta l’apparecchio ortodontico su 5 ha più di 40 anni, ed in questo sottogruppo circa il 40% sono donne. Ricerca di un’estetica migliore o ortodonzia trattata  con circa 20-30 anni di ritardo?

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Quando l’apparecchio ortodontico non va bene per le grandi occasioni…

Specialisti del SorrisoCi sono eventi o occasioni particolari della nostra vita (la laurea, il matrimonio…) in cui vorremmo apparire al meglio e, anche se l’apparecchio ortodontico è uno strumento indispensabile per la risoluzione di problemi importanti come ad esempio una malocclusione dentale, può capitare in tali occasioni che la volontà di piacere e di piacersi ci porti a vederlo più come un “difetto” del nostro aspetto esteriore.

È quello che sembra leggersi tra le righe nella richiesta di Francesca, che si rivolge con un delicato quesito agli Specialisti del Sorriso.

Mi sposo il 15 Ottobre…posso eventualmente togliere l’apparecchio per due giorni, e poi rimetterlo?

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Apparecchio ortodontico e problemi alle gengive

Specialisti del SorrisoPuò capitare che chi porta un apparecchio ortodontico riscontri alcuni cambiamenti nelle gengive. Anche se solo un consiglio del proprio Specialista in Ortodonzia può risolvere ogni dubbio, può essere comunque utile sapere che c’è un rapporto di causa-effetto tra il ritirarsi delle gengive ed il trattamento ortodontico, come spiegano gli Specialisti del Sorriso a Maria:

Porto l’apparecchio ortodontico fisso da circa 10 mesi. Ho 49 anni. Ultimamente ho notato che mi si sta ritirando la gengiva su alcuni denti. Ci sarà un nesso fra le due cose? Le gengive torneranno normali a fine trattamento? Cosa mi consigliate? Grazie.
Maria

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Come affrontare il trattamento con espansore palatale

L’espansore è una tipologia di apparecchio ortodontico che si applica sul palato del paziente, e rimane in sede per un periodo di tempo che va dai 4 ai 5 mesi. La funzione principale dell’espansore palatale è quella di allargare l’ampiezza dell’arcata mascellare, esercitando specifiche forze ortodontiche e ottenendo così un certo grado di espansione dello scheletro della mascella.
L’espansore palatale fisso è formato da un dispositivo a forma di arco con vari punti di ancoraggio da applicare sui denti, e che si incontrano al centro del palato in una piccolo alloggio che ospita un dispositivo a vite. Questa vite verrà girata dal vostro ortodontista in momenti specifici del trattamento, e sarà proprio il meccanismo che regolerà le varie fasi del trattamento.
Rivolgetevi al vostro specialista in ortodonzia per conoscere bene l’evoluzione della morfologia della vostra bocca. Se state al momento attuale portando un espansore palatale, ci sono però utili consigli che possono fare al caso vostro e rendervi più sereno questo momento della terapia.

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Brackets e strumenti musicali: come esercitarsi?

Per tutti i sassofonisti affermati o per i suonatori di strumenti a fiato in erba, affrontare una cura dal proprio ortodontista e portare per un certo periodo di tempo l’apparecchio ortodontico fisso può causare dei disagi nel regolare svolgimento di lezioni, esercitazioni e saggi.

La prima considerazione  che gli Specialisti del Sorriso danno è che è necessaria un po’ di  pazienza per abituarsi all’ingombro che i brackets ed i fili metallici occupano all’interno della bocca.

Se durante gli esercizi il paziente riscontra maggiore salivazione, o se le labbra si seccano, è preferibile bere acqua piuttosto che scegliere invitanti bevande gassate: gli zuccheri ed i coloranti danneggiano lo smalto dei denti.

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